Nuoro, in Pediatria da dicembre l’organico dei medici cala da 12 a 8
In tre anni il reparto del San Francesco ha perso progressivamente figure, dopo trasferimenti e uscite senza sostituzioni
Nuoro In tre anni il reparto Pediatria del San Francesco di Nuoro ha progressivamente perso medici, senza che a queste uscite dal lavoro corrispondessero altrettante sostituzioni, nemmeno con specializzandi. Dei dodici in servizio, a partire dal primo dicembre prossimo l’organico diventerà di otto. Ma considerato che di questi uno è il primario (il dottor Antonio Cualbu) e due per diverse ragioni sono fuori dai turni notturni e festivi, i medici che resteranno a coprirli effettivamente saranno cinque.
Una situazione facilmente prevedibile, dopo trasferimenti e uscite per le più svariate e legittime ragioni. Ma questo non aiuterà certo la funzionalità del reparto, con le difficoltà che si profilano. E che sono deducibili dall’incrocio tra le diverse attività che i medici sono chiamati a compiere e il numero sempre più esiguo dei professionisti che le devono garantire. Intanto, l’attività ordinaria (per così dire) del reparto è articolata sui piccoli pazienti ricoverati, per un totale di 13 posti letto tra il reparto, l’”Obi”, acronimo che sta per “Osservazione breve intensiva”, e l’isolamento, eredità del Covid ma comunque utili per le patologie per le quali venga richiesto.
A questi si aggiungono i posti letto della terapia intensiva neonatale e quelli della terapia semi-intensiva, ma al di là del “conteggio”, bisogna tenere in considerazione i neonati accolti nel nido e tutta l’attività delle sale parto, e della sala operatoria in occasione dei parti cesarei. Il reparto ha registrato circa 800 parti in un anno. C’è poi il capitolo del pronto soccorso pediatrico, che al San Francesco sarebbe meglio definire pronto soccorso “funzionale”, nel senso che non ha personale dedicato, e infatti sono sempre gli stessi medici che vi fanno fronte, ma che è disponibile 24 ore su 24. Nell’ultimo anno ha fatto registrare circa seimila accessi, ma la coperta è troppo corta, visto che, se da un lato al mattino il reparto può contare anche sul primario e sugli altri due professionsti che non entrano nei turni notturni e festivi, le cose si complicano - e si complicheranno ulteriormente - quando, appunto ci saranno da coprire anche quelli. Che prevedono due medici in corsia durante il giorno, e uno solo durante la notte.
C’è poi un altro elemento che si deve aggiungere per avere un quadro chiaro della situazione: la drammatica carenza dei pediatri di libera scelta, ossia i pediatri di base, nel territorio. Intere zone del Nuorese, e dei territori che costituiscono il bacino d’utenza del San Francesco, sono scoperti di pediatri (ad esempio il Mandrolisai non dispone di un pediatra di base), e sempre più spesso il reparto dell’ospedale di Nuoro si trova a colmare le lacune che presenta, almeno in questo campo, la sanità territoriale. Il tema è forte, tanto più che si avvicina il periodo delle influenze stagionali con un conseguente aumento dei contagi (tra asili e scuole), con la necessità di ricorrere ai pediatri.
E non essendocene nel territorio, aumentano i ricorsi al pronto soccorso pediatrico-funzionale. Il fatto che i medici in servizio abbiano continuato a garantire il lavoro non significa che la situazione non si stia avvicinando ad un pericoloso punto critico. Lo dicono i numeri, e finora non sembra si siano esplorate soluzioni. Tra queste, anche il reperimento di specializzandi che in altri reparti hanno contribuito ad alleggerire la pressione e a dare risposte all’utenza. A meno che non si voglia contemplare il ricorso (onerosissimo) dei medici a gettone. Il dato certo è che anche il caso Pediatria, se non affrontato rischia di diventare un ulteriore tassello di un sistema sanitario ingravescente. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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