Comunali 2025, i quattro candidati a “tu per tu”, La Nuova fa il pienone all’Isre
Lisetta Bidoni, Giuseppe Luigi Cucca, Emiliano Fenu e Domenico Mele a confronto nell’incontro moderato da Luciano Piras
Nuoro La sfida alle urne si avvicina. Ormai sono solo due le settimane che separano i nuoresi dalla scelta del loro nuovo sindaco e dei componenti del consiglio comunale, che occuperanno i seggi del palazzo civico di via Dante nel quinquennio 2025-2030. L’8 e 9 giugno, i giorni del voto, saranno quelli decisivi per trarre le conclusioni di una campagna elettorale senza esclusione di colpi e che ha visto tra i maggiori protagonisti, quattro concorrenti alla fascia tricolore. Lisetta Bidoni (Progetto per Nuoro), Giuseppe Luigi Cucca (Alleanza “Solo Nuoro”), Emiliano Fenu (Campo largo) e Domenico Mele (Democrazia sovrana popolare), La Nuova Sardegna li ha voluti mettere insieme e faccia a faccia con i nuoresi, in un confronto aperto, organizzato nell’auditorium “Giovanni Lilliu” dell’Istituto superiore regionale etnografico (Isre) e coordinato dal giornalista Luciano Piras, caposervizio delle redazioni di Nuoro e Oristano.
Al centro del dibattito, i programmi attraverso i quali partiti, movimenti, gruppi e coalizioni intendono risolvere le emergenze che attanagliano una città in uscita dal commissariamento. I quattro candidati hanno innanzitutto spiegato le motivazioni che li hanno spinti a scendere in campo e per le quali gli elettori dovrebbero sceglierli per guidare il Comune.
Lisetta Bidoni corre in solitaria con Progetto per Nuoro, una lista formata da 24 candidati. «Vorrei che i nuoresi mi scegliessero – ha detto la ex preside –, per la mia storia di donna, professionista e sindacalista. Sono sempre stata una donna impegnata nel sociale, nel volontariato e nella politica. Con Progetto per Nuoro, ascoltiamo ormai da anni i problemi del territorio, raccogliendo le testimonianze della gente e della società per poi cercare di risolverli con gli strumenti delle istituzioni».
Giuseppe Luigi Cucca è invece il candidato sindaco dell’Alleanza “Solo Nuoro”, formata da sei liste e 126 aspiranti consiglieri. Un esperimento sostenuto dalle compagini di centrodestra in versione civica, dal Terzo polo e dal Psd’Az. «Siamo la vera novità del panorama politico di Nuoro – commenta sul tema l’ex senatore –. Guido un’aggregazione di persone e non di simboli. Una scelta non a caso, quella di toglierli, non fatta per nasconderci, ma per dare l’immagine di persone che si mettono al servizio dei cittadini. Solo facendo sentire all’esterno un’unica voce, unita, si può provare a far rinascere una città che ha perso il ruolo identitario che ha avuto per lungo tempo».
Emiliano Fenu guida la compagine del Campo largo. La coalizione di centrosinistra proverà a vincere le elezioni amministrative con sette liste e 145 candidati. «Abbiamo dimostrato di aver raccolto un vero appello all’unità – dice il deputato pentastellato –, mettendo insieme tutte le forze di centrosinistra che si presentano con il loro simbolo, superando ogni differenza e ogni divisione del passato nell’esclusivo interesse della città. Abbiamo intenzione di costruire un vero dialogo tra i cittadini e il consiglio comunale, portando avanti le nostre proposte di sviluppo».
Domenico Mele è il leader della mono lista di Democrazia sovrana popolare. Un gruppo di sedici candidati. «Conosco molto bene le problematiche nuoresi – commenta –. Lo dimostra il numero imprecisato di istanze che portai in consiglio comunale dal 1996 al 1999. Istanze che già allora raccontavano una città in agonia e in balia del degrado e delle incompiute. A distanza di 27 anni è ancora tutto come allora. Per questo, chiedo ai nuoresi di riporre la fiducia nel mio metodo di lavoro».
I programmi Come evidenziato anche dal giornalista Luciano Piras, i programmi delle quattro compagini in corsa per le elezioni amministrative, sono tutti molto simili tra di loro e i punti in comune sono tantissimi. Bidoni, Cucca, Fenu e Mele non potevano non concordare e ammettere che «le emergenze di Nuoro sono sotto gli occhi di tutti e per tutti devono rappresentare un’assoluta priorità all’interno dell’agenda amministrativa 2025-2030». E così, punto su punto, i quattro hanno ingaggiato la loro sfida dialettica. Due minuti a testa e a turnazione, scanditi da un gong, nei quali gli aspiranti sindaci hanno avuto modo di discutere di progetti da portare a termine, politiche giovanili, urbanistica e università. Ma anche di politiche culturali, rilancio del sistema turistico e dei grandi temi legati al futuro di Pratosardo e del monte Ortobene. Ancora, il sogno dei collegamenti ferroviari Nuoro-Olbia e Nuoro-Abbasanta e degli accessi alla zona industriale direttamente dalla strada statale 131. Poi le politiche del lavoro, e la visione di una città a misura di giovane ma anche di anziano e quindi della possibilità di pensare a strutture di assistenza all’avanguardia. Strutture a disposizione dei nuoresi ma anche delle comunità del territorio. Al netto della fisiologica differenza di vedute, l’emergenza di Nuoro la sentono tutti alla stesso modo in una città che negli ultimi quattro anni, quelli trascorsi sotto la firma politica della giunta Soddu, la città ha perso circa 4mila abitanti.
La vera sfida per tutti, infatti, resta quella di convincere i più giovani a rimanere per studiare e per investire nel futuro. Un percorso che per tutti i candidati sindaci deve partire dal rilancio dell’università e dal sogno di un polo accademico autonomi e non più gemmato con Cagliari e Sassari. La Nuova Sardegna, con il confronto dell’Isre, ha messo a nudo gli aspiranti sindaci, fornendo ai cittadini un’occasione di ascolto. Un dialogo avvincente che, come confermato da una sala piena in ogni ordine di posto, ha sottolineato il bisogno di rinascita dei nuoresi.
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