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Nuoro

L’intervista

Arzana, il sindaco Angelo Stochino: «Fiducia nelle istituzioni, ma chiedo a tutti cautela»

Angelo Stochino sindaco di Arzana
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Angelo Stochino sindaco di Arzana

Il primo cittadino rivolge un pensiero rispettoso alle figlie di Attilio Cubeddu: «Hanno la loro vita»

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Arzana «Stiamo lavorando per migliorare ancora le cose belle della nostra Arzana. Rispetto a quanto accaduto in merito alla vicenda di Attilio Cubeddu, dobbiamo avere un po’ di cautela. Nel mentre abbiamo il dovere di sollevare la testa». Sono le parole del sindaco di Arzana, Angelo Stochino. Il suo ufficio in Comune è vuoto, si trova a Cagliari, in Regione, per discutere di risorse economiche importanti da conquistare per il futuro del suo paese. Ma dal suo dovere di primo cittadino sceglie comunque di non sottrarsi, commentando le ore trascorse dagli inquirenti a caccia di tracce che possano portare alla cattura del super latitante suo compaesano.

«Arzana – dice – è una comunità che ha sempre dimostrato fiducia nelle istituzioni e nei valori della legalità. Eventi riconducibili a singole vicende giudiziarie non devono offuscare l’immagine di un intero paese, fatto di famiglie oneste, lavoratori, giovani e anziani che ogni giorno contribuiscono con dignità alla crescita sociale e culturale del territorio». La lente del sindaco, poi, si sposta inevitabilmente sulla recente operazione dei Ros. «In merito all’operazione condotta dalle autorità competenti nel nostro territorio – aggiunge il primo cittadino –, il Comune di Arzana esprime pieno rispetto per il lavoro degli inquirenti e delle forze dell’ordine, impegnati in attività investigative che rientrano nell’ambito delle loro competenze e delle loro responsabilità. Naturalmente – prosegue Stochino –, in un momento così delicato, desidero rivolgere un pensiero rispettoso anche alle figlie del latitante, le quali non possono né devono essere associate agli errori del padre. Da tempo, con umiltà e riservatezza, cercano di vivere la loro vita nel solco dell’onestà e del lavoro, valori condivisi e profondamente radicati nella nostra comunità». Anche il sindaco, dunque, si schiera dalla parte dei familiari dell’esponente dell’anomia sarda, esattamente come tutto il paese che amministra. Quest’atto di umanità naturalmente non lo allontana dai doveri istituzionali che gli competono. «Ribadisco la fiducia di tutta la nostra amministrazione comunale nelle istituzioni e invito tutti a mantenere un clima di serenità e rispetto – prosegue il sindaco –, evitando strumentalizzazioni e giudizi sommari che non rispecchiano lo spirito della nostra comunità». Certo, anche a lui non è passata inosservata la presenza di tanti operatori delle forze dell’ordine in passamontagna tra le vie del suo paese. «Mia figlia ha 11 anni – conclude Angelo Stochino – e si è molto spaventata. Anche per lei non è stata una bella situazione da vivere. Ma ripeto, Arzana è un paese che sta provando a riscattarsi già da tanto tempo. Lo dobbiamo alla nostra storia comunitaria e a tutti i nostri giovani. (alessandro mele)

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