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La caserma mai nata nella casa confiscata di Attilio Cubeddu

La caserma mai nata nella casa confiscata di Attilio Cubeddu

La palazzina dove abitava il latitante dovrebbe ospitare i carabinieri. Ma dopo l’annuncio è calato il silenzio

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Arzana Viale San Martino. Uno stabile grigio di quattro piani svetta sulla strada deserta, non passa neanche una macchina. È la ormai ex casa familiare dell’esponente dell’Anonima sarda Attilio Cubeddu, quella confiscata dallo Stato sette anni fa. Il cancelletto d’ingresso e la cassetta delle lettere arrugginiti, l’erba alta e ingiallita nel giardino e le imposte tutte sbarrate, sono la testimonianza che quanto annunciato nel 2023 non è ancora di fatto avvenuto. La casa di Attilio Cubeddu, quella nella quale ormai da tempo non abitano più neanche la moglie Marisa e le figlie Samuela, Cristina e Valeria, infatti, non è diventata la nuova caserma dei carabinieri del paese. «Una riaffermazione forte della presenza dello Stato, un atto dall’alto valore simbolico grazie al quale un bene, frutto di profitti criminali, viene così restituito alla collettività per ospitare un nuovo presidio di legalità sul territorio», aveva evidenziato due anni fa, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Una «riaffermazione dello Stato» che ad oggi non è ancora avvenuta come confermato anche dalle parole del sindaco di Arzana, Angelo Stochino. «Non abbiamo nessun documento a tema sulle scrivanie del Comune – commenta sulla questione –, ma siamo fiduciosi sul futuro di quello stabile». E aggiunge: «Auspichiamo che, in qualsiasi forma si ritenga più opportuno, quel bene torni presto a disposizione dei nostri concittadini e di tutta la comunità. Restiamo a completa disposizione». (a.mele)

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