La Nuova Sardegna

Nuoro

Il parco cittadino

“Tanca Manna” apre alle visite, turisti alla scoperta del sito

di Francesco Pirisi

	Il parco di Tanca Manna (foto di Massimo Locci)
Il parco di Tanca Manna (foto di Massimo Locci)

Nuoro, inaugurati i locali di accoglienza. Primi tour guidati nell’area archeologia urbana

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Nuoro La tesi che il sito di “Tanca Manna” abbia ospitato due nuraghi successivi non dev’essere messa in dubbio. Lo hanno sostenuto gli archeologi che per un decennio sono stati impegnati nelle campagne di scavi, nel parco archeologico urbano. Con la presenza delle università di Bologna e Sassari. Tanto che il loro prossimo obiettivo è verificare come fosse la torre originaria, realizzata tra il 1800 e 1700 a.C., nell’età del bronzo medio. Si è parlato di una nuova campagna con i fondi del Pnrr. I prossimi mesi diranno sulle intenzioni dei due atenei, all’interno di quello che il loro programma di studio per i parchi nuragici isolani, che ricomprende anche “Tanca Manna”. Nell’attesa tra il nuraghe conservatosi e i resti delle capanne l’attività non si è fermata. L’ultima novità è stata l’apertura a giugno del sito alle visite guidate. Questo dopo aver montato la struttura in acciaio “corten”.

«“Tanca Manna” ha aperto per la prima volta in assoluto. È questo il fatto importante», afferma l’archeologo Demis Murgia, che ha ricevuto in concessione dal comune il sito, per 10 anni. «Assicuriamo le visite guidate nel fine settimana – racconta l’archeologo – proprio grazie alla possibilità di avere un locale dove accogliere chi arriva per scoprire il sito. Garantiamo anche la visione del parco archeologico in 3D – aggiunge Murgia – con la ricostruzione virtuale del nuraghe e delle capanne, qual erano all’origine». Murgia descrive anche la provenienza dei turisti, incontrati quest’estate nella zona archeologica del capoluogo: «Sono venuti francesi, tedeschi, oltre a nuoresi residenti in città e altri rientrativi per il periodo di ferie». Il sito rimarrà chiuso sotto Ferragosto. Mentre le visite riprenderanno nell’ultimo fine settimana di agosto. «Andremo avanti sino a tutto settembre – ricorda ancora l’archeologo – dopodiché inizieremo a programmare per la prossima stagione, che partirà ad aprile». In quel momento l’attività sarà soprattutto indirizzata agli alunni della scuola. Nel frattempo c’è ancora tanto da organizzare, nel sito. Come conferma lo stesso Murgia: «Nei locali dell’accoglienza ci sono da mettere su il punto ristoro e il book-shop, per i quali si dovranno trovare le ditte disposte a gestirli».

Mentre per l’attività scientifica e le visite guidate, Murgia ha fondato un’associazione apposita, “Anarchea”, dove operano altri archeologi. Alcuni dei quali sono già impegnati in questo avvio di attività, con il supporto di una paleontologa. L’iniziativa è dentro il progetto complessivo per “Tanca Manna”, portato avanti dal concessionario. E che è stato riconosciuto meritevole di supporto dalla stessa Regione, che l’ha inserito tra i beneficiarie di contributo nel bando “CultureLab”. Valso 120mila euro, al quale si sono aggiunti i fondo di cofinanziamento dello stesso Murgia. Tra le prime spese la realizzazione della ricostruzione del sito in 3D. «È stata fatta dalla ditta nuorese “Inoke” – ricorda Murgia – con l’intervento di architetti specializzati nel settore della ricostruzione virtuale di aree archeologiche. In pratica – aggiunge – sono partiti dalla situazione attuale della torre e dei resti delle capanne, per poi “alzare” i muri” e ricreare il sito in tutte le sue parti. L’età sia del primo, sia del secondo nuraghe – chiarisce l’archeologo – è quella del bronzo medio». Chiusasi nel 1300 a.C. Murgia conclude con una nota sul progetto in cantiere per la riproduzione (in scala reale) di alcune capanne, nei pressi di quelle antiche: «Avrebbe dovuto lavorarci l’Agenzia Forestas, ma hanno cancellato la disponibilità, per carenza di personale».

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