Murales, ceramica e laboratori: Istiritta diventa un rione d’arte
Nasce un bel progetto di rigenerazione urbana: «Il quartiere diventerà una piccola galleria»
Nuoro Un murale in uno dei cortili dimenticati fino a qualche tempo fa e di recente trasformato in un fiorente orto di quartiere. Un secondo per abbellire un altro spazio del rione ristrutturato da poco. E poi il gran finale: la riproduzione, anche se in modo molto libero e fantasioso, del portone di bronzo della chiesetta della Solitudine realizzato da Eugenio Tavolara. «Il quartiere di Istiritta, insomma, diventerà una piccola galleria d’arte. Speriamo che diventi una buona pratica anche per altri quartieri della città»: è soddisfatto, Gianfranco Oppo, e non lo nasconde. Perché in questi giorni infuocati di agosto, insieme agli altri componenti della cooperativa sociale Lariso, e al presidente Silvio Obinu, stanno raccogliendo i frutti di un progetto di rigenerazione urbana – il “Palc” – per rianimare il rione di Istiritta, finanziato dal Pnrr e sostenuto dal Comune.
Un percorso che negli ultimi mesi ha visto mobilitarsi i residenti, insieme a tanti formatori e volontari, per dare vita a laboratori di ceramica, orti urbani, cineforum nei cortili, “piedibus” per accompagnare a scuola i bambini. E da ultima, ma non in ordine di importanza, una tranche del percorso che parla di arte e di bello. Là dove, fino ad alcuni mesi fa, esistevano solo cortili abbandonati o parti di rione dimenticate. «Ci crediamo davvero, in questo percorso – spiega il presidente della Lariso, Silvio Obinu – e lo stiamo realizzando con molto entusiasmo. In uno dei cortili di Istiritta, piazza Mario Soldati, tra l’altro, il 25 sera, in collaborazione con il seminario dell’Ente musicale ci sarà un concerto jazz aperto a tutti».
E oltre alla musica, e prima ancora al cinema, il progetto Palc nei prossimi giorni e settimane entrerà nel vivo nei suoi percorsi riservati all’arte. Tra nuovi murali che spuntano nel rione e progetti ancora più ambiziosi. Come quello che approderà, nel prossimo autunno, nella realizzazione di una sorta di porta di quartiere, ispirata a quello della chiesetta della Solitudine realizzata dal grande Eugenio Tavolara. Sarà composta da più di un centinaio di tessere e figure di ceramica che sono state realizzate dai residenti di Istiritta nel corso di un laboratorio guidato dall’esperta ceramista Jubanna Seddone. Nuorese, ma da anni trapiantata per lavoro e per amore a Cagliari, “Juba” Seddone, l’idea di riprodurre qualcosa di ispirato al celebre portale della Solitudine, ce lo aveva da tempo. «Io sono fissata con la chiesa della Solitudine perché io sono nata là – racconta – ci giocavamo, davo il pane delle anime con mia nonna là, che si chiama come me. Quando la Lariso mi ha contattato ho pensato di proporre proprio questa cosa: apriamo una porta in un altro quartiere. Facciamo realizzare ai residenti tante figure di ceramica, poi vediamo quante ne abbiamo e come comporre l’opera finale. Gli iscritti al laboratorio che si è concluso nei giorni scorsi, ma a settembre ci sarà ancora una settimana, sono stati circa circa duecento e di figure in ceramica ispirate agli elementi decorativi del portone della Solitudine, alla fine, ne hanno realizzato più di duecento. Abbiamo fatto due cotture della ceramica separate».
«Non abbiamo copiato il portone – precisa – ma abbiamo preso spunto dall’opera, con l’idea di aprire una porta di periferia, della Solitudine, nel quartiere di Istiritta. Nel corso abbiamo avuto uomini, donne, bambini, pensionati, giovani». E se per vedere terminata l’opera ispirata a Tavolara bisognerà aspettare qualche mese, per il primo murale previsto dal progetto Palc, invece, l’attesa è già finita: è all’interno di uno dei cortili di via Lombardia, ed è stato realizzato come corollario finale della creazione di un vero e fiorente orto urbano che sarà inaugurato in modo ufficiale il 27 agosto. «Il murale – spiega il coordinatore, per la Lariso, del progetto orto, Andrea Fiori – è stato realizzato dall’artista di fama nazionale Andrea Casciu e è intitolato “Homo vegetabilis”. Insieme all’orto lo inaugureremo il 27, la data che segnerà l’inizio e la vera vita dello spazio “orto”. Il nostro obiettivo è che diventi uno spazio di socializzazione e confronto tra i cittadini. Il 27 l’orto sarà arricchito anche da due sedute in legno realizzate interamente nell’ambito del laboratorio Palc di arredo urbano e da una struttura che ospiterá un orto sollevato, più adeguato per una utenza più fragile. Per agevolare la mobilitá della stessa utenza, dall'ingresso di via Lazio è stata previsto un passaggio calpestabile adeguato a carrozzine e a coloro con maggiori problemi di deambulazione».
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