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Le indagini

Una discarica di veleni e rifiuti tossici sotto lo stabilimento dell’acqua San Martino a Codrongianos: l’inchiesta choc

di Luigi Soriga

	Bottiglie di acqua San Martino e, nel riquadro, una benna in azione nel terreno dello stabilimento
Bottiglie di acqua San Martino e, nel riquadro, una benna in azione nel terreno dello stabilimento

Arsenico, cadmio, diossine: una bomba ecologica quella scoperta dal Noe di Sassari. Due gli indagati dalla Procura di Sassari

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Sassari Rifiuti plastici e vetrosi interrati e bruciati, ceneri, fanghi scaricati sul terreno. E arsenico, cadmio, berillio, vanadio e diossine. È la fotografia dello stabilimento dell’acqua San Martino di Codrongianos scattata dal Noe di Sassari, che parla di «grave e diffuso inquinamento del suolo e del sottosuolo».

Una vera bomba ecologica: e condotte contestate si sarebbero protratte dal 1994 fino alla liquidazione giudiziale della società, nell’aprile 2025. Tre decenni di inquinamento ambientale.

Nel magazzino di produzione sono stati individuati fino a 750 metri cubi di terreno mescolato a rifiuti. Nella pineta i materiali interrati arrivano fino a un metro di profondità. L’arsenico è 560 volte la soglia. E l'acqua che i sardi hanno bevuto per 30 anni? I rilievi al momento riguardano solo il terreno. Per accertare eventuali conseguenze sulle sorgenti e sull’acquifero serviranno i dati idrogeologici e il confronto con le analisi delle acque effettuate negli anni.

L’inchiesta della Procura di Sassari ha portato all’iscrizione di due persone nel registro degli indagati.

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