Presidenza della Provincia di Nuoro, il centrodestra ha già 4 nomi
Ecco quali sono i sindaci più accreditati per le elezioni di secondo livello
Nuoro Il centrodestra stringe i tempi per la scelta del candidato alla presidenza della Provincia, nelle elezioni del 29 settembre. Tra i nomi accreditati i sindaci Riccardo Uda (Macomer), Gian Luigi Farris (Siniscola), Sebastiano Congiu (Oliena). Si pensa anche a Pasquale Mereu (Orgosolo). La scelta potrebbe essere ufficializzata nelle prossime ore, considerato che tra 12 giorni si dovranno presentare le liste. Ognuna delle quali avrà oltre al candidato alla presidenza, una lista di 10 nomi aspiranti a un posto nel Consiglio provinciale. Si tratta di elezioni di secondo livello, dove al voto andranno gli amministratori dei 53 municipi della provincia, che dall’anno passato è orfana dell’Ogliastra. Il centro-sinistra ha portato in pista, per la carica di presidente, Giuseppe Ciccolini, Pd, sindaco di Bitti, e attuale amministratore straordinario dell’ente di piazza Italia. Una candidatura che nelle intenzioni del centrosinistra avrebbe dovuto diventare unitaria, portandoci dentro tutte le forze politiche (un arco costituzionale in salsa nuorese), comprese quelle avversarie. Ha opposto un cortese rifiuto il centrodestra, riunitosi lunedì a Nuoro, con l’intervento dei deputati Pietro Pittalis e Francesco Mura, rispettivamente coordinatori regionali di Forza Italia e Fratelli d’Italia. E insieme, Aldo Salaris (Riformatori), Pier Luigi Saiu (Lega). Al tavolo anche Alleanza sarda e Sardegna al Centro 20 Venti. Il Psd’Az non è stato presente, ma ha comunque confermato il sostegno al progetto. Tra i responsali provinciali Maurizio Cadau, Fratelli d’Italia, sindaco di Belvì, che rimarca alcune dei concetti e impegni: «Per la carica di presidente come schieramento puntiamo su un candidato espressione di uno dei partiti. Oppure, su un “civico”, che sposi il progetto per l’amministrazione della Provincia». Una regola non scritta dice che dovrà essere il sindaco di un comune popoloso. Questo per la presenza del sistema di voto “ponderato”, dove il peso elettorale di ciascun sindaco (e così di ogni consigliere comunale) è stabilito sulla base della popolazione del comune di cui è espressione.
Lo ricorda lo stesso Cadau: «Il peso di ogni votante del Comune, Belvì, è di 36 punti, su 100mila, mentre quello di Nuoro è di 929. Ne consegue che il candidato espressione di un municipio piccolo – rimarca l’esponente di Fratelli d’Italia – sarebbe battuto in partenza». Mentre in casa dei partiti di centrodestra la sfida la si vorrebbe giocare con convinzione. Meglio di quanto non sia avvenuto per le Regionali, di un anno e mezzo fa, o le comunali di Nuoro, nello scorso mese di giugno: «Diversi amministratori locali – dice Cadau – ci hanno chiesto un’alternativa al candidato del Pd. In tanti ci osservano – dice – e dobbiamo fare di tutto per rispondere a queste attese». Con questi obiettivi è tramontata l’ipotesi della lista unitaria, senza sfida tra fazioni: «Questa possibilità avrebbe potuto ottenere una qualche chance – dice Cadau – solo se fosse scaturita da un confronto tra sindaci, nel nome della soluzione dei problemi che ci accomunano. Ma qui – incalza – ci troviamo di fronte a una scelta fatta dal Pd». Non è valsa per una possibile lista all’insegna del “tutti dentro” neppure l’iniziativa di alcune Comunità montane, dov’è stato stretto una sorta di patto di ferro, a favore di Coccolini. Tra le quali in quella della Barbagia-Mandrolisai: «Non è stata una decisione dell’ente – dice Cadau - ma piuttosto di singoli componenti». Da cui il conseguente “no” del primo cittadino di Belvì. Che l’unitarietà delle posizioni, promette, l’andrà a cercare subito dopo il voto: «Perché tutti – dice – dobbiamo chiedere che si torni alle elezioni di primo livello, con la scelta degli amministratori da affidare ai cittadini. Per il momento – conclude Cadau - è comunque già importante che si torni alle urne, dopo 10 anni di commissariamento dell’ente».
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