La Nuova Sardegna

Nuoro

Il caso

Monte Ortobene, emergenza liquami. «Serve una nuova condotta»

di Valeria Gianoglio
Monte Ortobene, emergenza liquami. «Serve una nuova condotta»

Nuoro, l’assessore comunale Canu: «Sbloccheremo il progetto Rimonte»

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Nuoro Dopo mesi di quiete relativa, il rigagnolo di liquami maleodoranti, insidioso, è spuntato di nuovo. Si è fatto largo nel sottobosco vicino alla zona di Solotti, poco più in alto della Casa del vescovo, e ha scatenato un nuovo allarme inquinamento sull’Ortobene, insieme a un tema che per il Monte è caldissimo da anni: la mancanza di una condotta fognaria adeguata. Ma in attesa di tempi migliori, sul fronte infrastrutture e servizi, il comitato Ultima spiaggia lancia un appello ai nuoresi che utilizzano l’acqua del Monte.

«Il problema era già stato segnalato in passato – spiega il presidente del comitato, l’avvocato Antonio Costa – si trattava di un rigagnolo, ma che ora è diventato un vero e proprio torrente di liquami maleodoranti. Si trova vicino più in alto della casa del vescovo, nella zona di Solotti. Abbiamo messo subito al corrente il Comune e l’assessore, che si è detto subito disponibile, perché bisogna monitorare la situazione liquami e intervenire. Ed è bene che i cittadini che si approvvigionano di acque dalle fonti del Monte siano informati e stiano attenti». A Palazzo civico, intanto, il problema del sistema fognario dell’Ortobene è una questione che si trascina da anni, che ciclicamente accende le polemiche e scatena il dibattito e il botta e risposta tra le maggioranze e le opposizioni.

«Per il caso specifico segnalato in questi giorni interverremo subito – spiega l’assessore all’Ambiente e al Monte, Marco Canu – faremo una ricognizione sul posto per capire in quale punto la condotta fognaria si sia intasata e poi la sbloccheremo. Il problema delle falde è più evidente in questo periodo, ma è innegabile che il vero problema sia più generale: ed è la mancanza di una condotta fognaria adeguata. Ed è su questo che ci concentreremo per risolvere la situazione». L’assessore Canu ricorda, infatti, che dal 2010 esiste un progetto per rilanciare l’Ortobene e per dotarlo di tutti i servizi necessari a una sua valorizzazione in chiave turistica e ambientale – si tratta del piano Rimonte – che è sostanzialmente fermo tra gli ingranaggi del sistema, anche se il Comune, lo scorso anno, ne aveva adottato il piano urbanistico attuativo. Ma dal 2010 a oggi, in ogni caso, dei numerosi interventi che il piano prevede il caro vecchio Ortobene ancora non ne ha visto nemmeno uno.

«Tra gli interventi previsti c’è anche quello di un nuovo sistema fognario per l’Ortobene – ricorda precisa l’esponente della giunta guidata dal sindaco Emiliano Fenu – insieme a diversi altri punti, come la realizzazione di un agricampeggio. Ora, dunque, penseremo a sbloccare il progetto che prevede un consistente finanziamento della Regione di circa tre milioni di euro, insieme a una quota del Comune di circa 675mila euro. Faremo una convenzione con la Regione per far partire tutto il percorso, e grazie a quello riusciremo anche a realizzare la nuova condotta fognaria. Perché altrimenti, questioni come quella segnalata in queste ore, continueranno a ripetersi. Sbloccare il piano Rimonte, realizzare la nuova condotta e non solo, significherebbe anche rendere l’Ortobene più appetibile pure per investimenti privati. E pensiamo all’ex Esit, ad esempio». L’obiettivo generale del Piano Rimonte, come aveva spiegato lo scorso anno il Comune, «è il recupero dei contesti degradati da attività umane e il miglioramento della qualità urbanistica e paesaggistica, attraverso misure volte ad assicurare la salvaguardia del territorio e a promuovere forme di sviluppo sostenibile. Al fine del raggiungimento di tale obiettivo sono stati individuati dei progetti pilota volti alla riqualificazione degli ambiti del monte Ortobene, ambiti distinti da pluralità di funzioni e caratterizzati da forte valenza ambientale e paesaggistica».

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