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Nuoro

Patrimoni identitari

Nuoro, il Comune va dalla Soprintendenza per tutelare il convento di Cucculio

di Alessandro Mele

	Il convento delle Carmelitane (foto di Massimo Locci)
Il convento delle Carmelitane (foto di Massimo Locci)

L’assessore Mercuri: «Riconoscerne il valore culturale per garantire vincoli paesaggistici»

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Nuoro L’amministrazione comune scende in campo per la tutela del monastero delle Carmelitane scalze, il convento che domina la città dalla cima della collina di Cucculio. «Rappresenta una realtà consolidata di rilevanza spirituale e culturale per il nostro territorio», assicura l’assessore comunale all’Urbanistica, Pino Mercuri che annuncia un vero e proprio percorso di protezione per l’area, dopo le polemiche nate nelle scorse settimane, a seguito dell’avvento di una nuova costruzione in fase realizzativa a poche centinaia di metri dal perimetro conventuale.

«È nostra volontà – ribadisce a questo proposito l’esponente della giunta di Emiliano Fenu –, mantenere inalterata la fascia di rispetto che attualmente tutela il monastero da possibili sviluppi edilizi nelle immediate vicinanze». Secondo quanto emerso dagli uffici di competenza del palazzo civico, il monastero, situato nella cosiddetta zona G, sarebbe, infatti, titolare di un’area di rispetto che garantirebbe una distanza minima di circa 60 metri lineari dalla costruzione agricola in corso di realizzazione, autorizzata con Provvedimento Unico risalente al gennaio 2023 e ottenuta sulla base della trasformazione urbanistica della zona da H a zona E (agricola), riconducibile ad una delibera consiliare, la numero 37 del 24 luglio 2009 (amministrazione targata Mario Zidda), con la quale il Comune di Nuoro aveva adottato il Puc vigente, modificando così le precedenti norme urbanistiche.

«Le distanze di rispetto diventano più importanti sugli altri lati di perimetro dell’edificio – sottolinea l’assessore dei 5 Stelle –, scongiurando così ogni rischio di soffocamento urbanistico ed è nostra intenzione vigilare scrupolosamente affinché il progetto in corso di realizzazione, rispetti tutte le prescrizioni previste dal Piano urbanistico comunale».

E sempre nell’ambito della tutela del bene, il titolare della delega all’Urbanistica ha annunciato anche la volontà di promuovere, insieme all’assessore comunale all’Ambiente, Marco Canu, un’azione mirata a coinvolgere la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio con l’obiettivo di verificare la possibilità di avviare un procedimento di riconoscimento del monastero come bene identitario e di conseguenza l’adozione di provvedimenti che ne attestino il valore culturale. «Questo potrebbe garantire una tutela ulteriore del complesso monastico, attraverso l’applicazione di vincoli paesaggistici indiretti – conclude Pino Mercuri –, i quali, pur non incidendo direttamente sulla struttura esistente, potrebbero limitare nuove edificazioni che alterino il paesaggio o ostacolino la visuale del convento. Siamo aperti e disponibili a ogni iniziativa da parte di cittadini, enti o associazioni che intendano sostenere questa proposta, riconoscendone l’assoluto valore tra i beni del patrimonio culturale e paesaggistico locale».

Adesso, dunque, non resta che attendere l’intervento della Soprintendenza per capire se la collina di Cucculio potrà vedere tutelate definitivamente le sue caratteristiche ambientali ma anche il bene culturale, artistico e religioso che più la caratterizza. Alla finestra restano anche le tante associazioni che ogni anno organizzano eventi promozionali e divulgativi all’interno di una delle strutture più affascinanti dell’Atene sarda.

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