Rottamazione bollo auto 2026: Regioni, scadenze, rate e come funziona
Domande dal 16 ottobre al 15 dicembre, possibile pagare fino a 54 rate bimestrali
Roma Chi si trascina da anni vecchi bolli auto non pagati e finiti nelle cartelle esattoriali potrebbe avere una nuova possibilità per mettersi in regola. Ma l'agevolazione non vale in tutta Italia. La Rottamazione-quinquies è stata infatti estesa anche ai debiti affidati alla riscossione da Regioni ed enti locali, ma spetta a ciascun ente decidere se applicarla alle proprie entrate. E il bollo auto è un tributo regionale.
La disciplina riguarda, nella sua cornice generale, i carichi affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Per beneficiare della definizione agevolata non è quindi sufficiente avere un bollo arretrato: il debito deve essere stato affidato alla riscossione nel periodo previsto e deve rientrare nell'adesione decisa dalla Regione creditrice.
In base alla ricognizione degli atti adottati entro la scadenza del 31 luglio, le Regioni che hanno aderito risultano essere Campania, Lazio, Basilicata, Puglia e Umbria. Non si tratta dunque di una rottamazione automatica estesa a tutti gli automobilisti italiani.
Il vantaggio consiste soprattutto nell'abbattimento delle somme aggiuntive accumulate nel tempo. Per i debiti ammessi il contribuente deve versare il capitale, oltre alle eventuali spese di notifica e delle procedure esecutive, mentre vengono eliminati sanzioni, interessi di mora e aggio. La rottamazione, dunque, non cancella il bollo originariamente dovuto.
Le richieste potranno essere trasmesse esclusivamente online dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 attraverso le modalità che saranno rese disponibili dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Già dal 15 ottobre, nell'area riservata del portale, sarà possibile verificare i carichi che risultano definibili.
Il contribuente potrà scegliere se pagare tutto in una volta oppure dilazionare il debito. Il versamento in unica soluzione scadrà il 31 marzo 2027. In alternativa sarà possibile arrivare fino a 54 rate bimestrali, con rate di almeno 100 euro. Sulla rateizzazione matureranno interessi del 3 per cento annuo a partire dal 1° aprile 2027. Entro il 28 febbraio 2027 l'Agenzia delle Entrate-Riscossione comunicherà l'importo complessivo dovuto e, per chi avrà scelto la dilazione, il calendario dei pagamenti.
Essere residenti in una Regione che non ha aderito non significa però che non possano esistere altre forme di definizione agevolata. Gli enti territoriali possono adottare proprie misure. È il caso, per esempio, della Sicilia, che nel 2026 ha varato uno “straccia bollo” autonomo: riguarda, tra l'altro, le annualità dal 2016 al 2024 già iscritte a ruolo e il bollo 2025, con pagamento senza sanzioni e interessi entro il 31 ottobre 2026 e senza possibilità di rateizzazione.
Prima di aderire è quindi essenziale controllare quale ente ha iscritto il debito, quando il carico è stato affidato alla riscossione e se quella specifica posizione compare tra quelle ammesse alla definizione agevolata. Solo da queste verifiche si può stabilire se un vecchio bollo può davvero essere rottamato.
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