La Nuova Sardegna

Nuoro

Ristorazione

Chiude la storica Trattoria Sardegna: 40 anni di cucina familiare nel centro storico di Nuoro

di Luca Urgu

	Tonina Siotto ai fornelli nella Trattoria Sardegna
Tonina Siotto ai fornelli nella Trattoria Sardegna

Tonina Siotto e Ciriaco Demitis, entrambi 75enni, si fermano dopo una vita ai fornelli

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Nuoro Tra pochi mesi, la Trattoria Sardegna, in via D’Azeglio, a Nuoro, a una ventina di metri dal salotto buono della città, il corso Garibaldi, avrebbe compiuto 40 anni. I suoi titolari, Tonina Siotto e Ciriaco Demitis, con la precedenza più che doverosa alla signora cuoca, davvero in tutti i sensi, di primavere ne hanno 150 in due. La serranda abbassata ha messo la parola fine a questa lunga avventura fatta non solo di cucina e di ristorazione di un tempo, ma di un’umanità che si poteva vedere, toccare e sentire. Ciriaco Demitis, originario di Talana, quella saracinesca la risolleva ogni mattina come fosse un rito da rinnovare. Un passaggio automatico che scandisce la giornata. Anche ieri – intorno alle 10 – era la. In quel locale ormai vuoto, improvvisamente disadorno. La cucina non c’è più con le varie pentole che sembravano bollissero a fuoco lento sempre, come una locomotiva perennemente in moto. Il locale spartano ma accogliente aveva un telefono fisso da parete e un cella frigo da post boom economico ancora efficientissima. I tavoli e le sedie della sala non ci sono più: sono state donati alla Caritas, i quadri inscatolati e portati via. Solo un ritratto di Padre Pio è rimasto attaccato al muro della sala, anche se il santo ma non osserva più commensali.

Qui in otto lustri sono passati in molti: operai, insegnanti, magistrati, studenti e pensionati. Dalla città così come dai paesi di provincia. E chi scopriva questo luogo e ne subiva il fascino lo consigliava ad altri secondo quella legge del passaparola mai superata da nessuna strategia di marketing. Si veniva per un piatto succulento che sapeva di famiglia, e per chi non l’aveva più aveva un sapore ancora più speciale. Tutti seduti quasi gomito a gomito in un ambiente ideale per scambiare due parole. Qui la fretta non era di casa, il mordi e fuggi abitava altrove. Per un’ora a volte anche di più ci si riappropriava del tempo che deponeva la sua proverbiale tirannia.

La Trattoria Sardegna era quel mondo semplice che non vediamo più, o vediamo sempre meno anche nel settore della ristorazione. Ma non per questo era un luogo meno vero o autentico, anzi. Oggi passandoci davanti e vedendo quella porta chiusa e quella serranda con l’adesivo “Vendesi” e un numero da telefono da chiamare per chi fosse interessato ci si sente un po’ più orfani e soli. Come chi ha perso un approdo sicuro dove gustare un’ottima pasta e fagioli con le cozze – piatto cult da queste parti di signora Tonina Siotto (la regina dei fornelli) – ma anche dove sognare ad occhi aperti. Sì, perché in una città che cambia e non sempre in meglio, loro erano una certezza. Un approdo sicuro. Un conforto per molti grazie alla semplicità e alla gentilezza che non passano mai di moda. In una zona dalla toponomastica risorgimentale la frenesia non era di casa. Il loro tavolo e di qualche familiare o amico stretto era quello più vicino alla cucina. Tonina e Ciriaco si muovevano all’unisono. Lei dettava i tempi preparando i piatti. Lui serviva con fare sornione le pietanze. Studiava i commensali e quando si accorgeva che po teva osare lanciava qualche citazione latina patrimonio ancora intatto dei suoi studi classici e per un periodo profumati dall’incenso quando aveva frequentato a Cuglieri il liceo. Per anni quando soffiava forte il vento sardista è stato anche il segretario dell’avvocato Mario Melis che ricordava sempre con ammirazione.

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