Incendio di materiali pericolosi: «Volevamo cacciare via i topi» – chi sono i tre arrestati
Il rogo nella zona industriale di Macomer, ai domiciliari due uomini e una donna
Macomer Ad attirare l’attenzione dei carabinieri della Compagnia di Macomer è stata una colonna di fumo ben visibile anche dalla città, proveniente dalla zona industriale di Tossilo. Quando i militari sono arrivati sul posto, hanno constatato l’origine del fumo: un vero e proprio immondezzaio con materiali di ogni tipo, anche pericolosi, dato alle fiamme. A fare la guardia, tre persone, due uomini e una donna, che i militari hanno arrestato perché ritenuti gli autori del rogo. Questi gli arrestati:
Antonio Falchi, 51 anni di Macomer, Agata Scarpulla, 46 anni di Bosa, e Pinuccio Sale, 54 anni, anche lui di Macomer. Alle domande dei carabinieri avrebbero prima tentato di minimizzare, poi accampato scuse fantasiose legata a una possibile necessità di “disinfestare” per la presenza di ratti. L’incendio è statao appiccato nei pressi di una costruzione alla quale i tre avevano accesso. Il punto è che i materiali dati alle fiamme si sono rivelati di natura estremamente pericolosa: tra questi, frigoriferi, cucine a gas, materiali in plastica, altri in legno, vetro, rifiuti ingombranti di ogni tipo, che tra l’altro producono gas ed esalazioni pericolose per la salute, ma anche per l’ambiente. L’immondezzaio, tra l’altro, si trova non lontano da un corso d’acqua. L’arresto dei tre è stato motivato dalla combustione illecita di rifiuti, reato aggravato dall’inasprimento delle pene previsto dal cosiddetto “decreto Terra dei Fuochi”. Ovviamente a Tossilo è stato necessario l’intervento dei Vigili del fuoco di Macomer, che hanno domato le fiamme e messo in sicurezza l’area, sulla quale a poca distanza insistono diverse attività produttive, ma anche proprietà, vigne e orti. Tutta la zona, che si trova proprio sotto Macomer, è stato poi posta sotto sequestro per ulteriori accertamenti e per capire se la combustione dei rifiuti possa aver provocato conseguenze al terreno. Saranno eseguiti anche controlli per verificare la salubrità dell’aria. I tre arrestati sono stati mandati ai domiciliari, e ieri si è svolta l’udienza di convalida. La misura è stata convalidata e per tutti e tre è stato disposto l’obbligo di firma nella caserma sede della Compagnia dei carabinieri di Macomer comandata dal capitano Giovanni Maria Seu.
