Due nuovi sacerdoti nel paese delle vocazioni: ecco chi sono
Grande festa nella Diocesi, già celebrate le prime messe
Dorgali A Dorgali continua a battere forte il cuore delle vocazioni sacerdotali. La Diocesi di Nuoro, guidata dal vescovo Antonello Mura, da domenica 3 maggio si è arricchita di tre nuovi sacerdoti. Si tratta di un segnale di speranza particolarmente significativo in un tempo storico in cui le vocazioni sono sempre più rare. I novelli presbiteri hanno già celebrato con emozione la loro prima Eucaristia nelle rispettive comunità parrocchiali.
Tre nuovi sacerdoti, chi sono
Don Alessandro Sale ha presieduto la sua prima messa lunedì 4 maggio nella chiesa parrocchiale di Santa Caterina d’Alessandria a Dorgali. Don Alessandro Mesina ha invece celebrato la sua prima messa giovedì 7 maggio, sempre nella parrocchia di Santa Caterina d’Alessandria, ed è stato accolto dal grande affetto e dalla partecipazione di tantissimi fedeli. Entrambi sono di Dorgali. Don Federico Bandinu ha infine celebrato la sua prima messa venerdì 8 maggio nella parrocchia di San Giovanni Battista a Siniscola.
Dorgali terra di sacerdoti
Per Dorgali si tratta dell’ennesima conferma di una tradizione religiosa che da tempo è profondamente radicata. Il paese, infatti, è stato storicamente una vera e propria fucina di sacerdoti, offrendo nel corso dei decenni un contributo importante alla Chiesa nuorese. Nel 1980 si contavano addirittura venti sacerdoti viventi originari del paese: un numero che racconta meglio di qualsiasi parola la straordinaria vitalità vocazionale della comunità dorgalese. Oggi, nonostante il naturale trascorrere del tempo e il calo generale delle vocazioni, Dorgali continua a mantenere viva questa tradizione. Con l’ordinazione dei due nuovi sacerdoti originari del paese, il numero dei presbiteri viventi resta significativo. Sacerdoti che rappresentano ancora oggi il volto di una comunità che continua a generare fede, servizio e dedizione alla Chiesa. Le diverse celebrazioni dei giorni scorsi hanno richiamato tanti fedeli, familiari e amici, trasformandosi in autentici momenti di festa, di grande gioia, e di profonda e piena condivisione. Un segno importante, certamente, non solo per la Diocesi di Nuoro, ma anche per tutta la Sardegna, che continua a guardare con speranza al futuro della Chiesa e alle nuove generazioni che vengono chiamate al sacerdozio.
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