Posti di lavoro a rischio nelle scuole accorpate, le nuove autonomie sono già operative
I sindacati: «Il piano di dimensionamento per il Nuorese e l’Ogliastra va subito modificato»
Nuoro Dire “no” difronte alla soppressione di cinque autonomie scolastiche nel Nuorese e in Ogliastra, come stabilito dal piano di dimensionamento firmato dal commissario governativo Francesco Feliziani , sembra quasi scontato. Meno lo è capire cosa sia rimasto da fare a istituzioni, studenti, insegnanti e sindacati per opporsi a un provvedimento «che indebolisce ulteriormente le zone interne della Sardegna».
Gli animi sono agitati e le soluzioni da mettere in campo poche. Secondo quanto emerso dalla commissione comunale ai Servizi sociali convocata dal presidente Matteo Cicalò, infatti, l’ufficio scolastico provinciale, in linea con le direttive temporali sancite dal ministero dell’Istruzione, ha già reso operativi i nuovi codici meccanografici che identificano le nuove autonomie. In città quelle del nuovo “liceo Classico, delle scienze umane e musicale Giorgio Asproni-Sebastiano Satta” e il maxi mostro da oltre 1.150 studenti dell’istituto comprensivo “Podda-Borrotzu”.
Ma al di là della triste suggestione popolare del vedere scomparire due istituzioni culturali storiche, la lente deve necessariamente spostarsi su quanto accadrà dal punto di vista lavorativo. A descrivere un quadro allarmante sono stati i rappresentanti sindacali Vincenzo Rapuano (Flc Cigl), Giovanna Fadda (Cisl), Graziano Boi (Snals), Gianfranco Meloni (Gilda) e Pierpaolo Zidda (Uil). «La preoccupazione più forte – hanno affermato – è quella che riguarda la destinazione degli organici e soprattutto, in questa prima fase, quella degli assistenti amministrativi e dei collaboratori scolastici. La determinazione degli organici, infatti, al netto della sicura perdita di un dirigente scolastico e di un direttore amministrativo, non verrà fatta per sommatoria di forze, ma per un algoritmo generato in base al numero degli alunni. In media – spiegano – gli assistenti amministrativi rischiano di essere dimezzati e i collaboratori scolastici ridotti in una percentuale più o meno significativa».
E proseguono: «Le scuole funzioneranno peggio e a deteriorarsi saranno soprattutto i rapporti umani nei centri che se da un lato manterranno il punto di raccolta, dall’altro perderanno la possibilità di avere confronti diretti con dirigenti scolastici e personale collocati a chilometri di distanza». Ma con la pubblicazione dei nuovi codici meccanografici, di fatto, l’iter tecnico e amministrativo è da considerarsi concluso.
«Non abbiamo potuto fare altro che rispettare le tempistiche imposte dal ministero – spiega il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, Pasquale Consolato Scuncia –. È vero che abbiamo subito il taglio delle autonomie ma per ora i punti di erogazione dei servizi non saranno cancellati. Per i ragazzi e le famiglie per il momento non cambia nulla – aggiunge –, così come per gli organici. Al netto di direttori e dirigenti, parlare di perdite è prematuro. Su questo mi aspetto conferme dal ministero».
Non resta che la mobilitazione. «Già nell’assemblea convocata domani, 6 febbraio 2026, in prefettura – annunciano i sindacati – chiederemo alla rappresentante del Governo sul territorio di intercedere affinché il provvedimento di Feliziani venga modificato. Ancora – aggiungono – chiederemo alle scuole di non partecipare all’incontro con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella , previsto a Nuoro il prossimo 14 febbraio. Anzi, faremo il possibile affinché si faccia raccontare il problema da una delegazione di studenti». Intanto, come confermato dalla consigliera provinciale con delega all’Istruzione, Lisetta Bidoni e dall’assessore comunale Domenico Cabula, lunedì prossimo si riunirà ancora una volta la conferenza scolastica provinciale dei sindaci. Sindacati e istituzioni scolastiche sono tutti convocati con l’obbiettivo comune di cercare soluzioni sempre più lontane e difficili da trovare.
