Dimensionamento, la dirigente scolastica Serusi (Anp): «Piano tecnico, non politico»
La preside dell’istituto comprensivo 2 “Pietro Borrotzu”: «Non commento la decisione del commissario Feliziani»
Nuoro In piazza contro il piano di accorpamento degli istituti ci sono tutti. Tranne che i dirigenti scolastici. Da quando è partita la mobilitazione, infatti, in tanti si sono chiesti come mai, a differenza di quanto accaduto nel 2023, i presidi non si fossero ancora palesati agli incontri convocati nelle sedi istituzionali o alle manifestazioni di piazza promosse dalle sigle sindacali che tutelano i lavoratori del panorama scolastico territoriale.
La risposta a questo interrogativo comune, forse, in maniera velata la dà Maria Josepha Serusi, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo 2 “Pietro Borrotzu” ma soprattutto presidente provinciale dell’Associazione nazionale presidi (Anp). «Dimensionamento scolastico? Non intendo rilasciare dichiarazioni sull’argomento – risponde interpellata sul tema da La Nuova Sardegna –. Per quale motivo? Perché questa volta non si tratta di un atto prodotto dalla politica, ma di una decisione tecnica firmata dal commissario governativo Francesco Feliziani che però è anche il dirigente dell’ufficio scolastico regionale. In una ideale scala gerarchica, dunque, è come se fosse un mio superiore. In nessuna azienda, qualsiasi essa sia, vengono espressi pareri sulle decisioni dei superiori, dunque – conclude – su questo tema non dirò niente».
Non fa una piega. Resta il fatto che i dirigenti scolastici, a quanto pare, questa volta non scenderanno in campo per tentare una clamorosa marcia indietro sul dimensionamento. Non accadde lo stesso nel 2023 quando, per contrastare il piano di accorpamenti preparato dalla Provincia, allora ancora commissariata, anche i presidi si prestarono a esternazioni pubbliche sul tema. Ma Maria Josepha Serusi ha ragione, in quel caso si trattava di una decisione partorita direttamente dalla politica. Resta il fatto che le proteste di due anni fa salvarono il liceo Classico “Giorgio Asproni” e il liceo delle Scienze umane e musicale “Sebastiano Satta” dall’accorpamento.
Come è evidente oggi, però, si trattò solo di un rinvio. Secondo quanto è emerso dalla commissione comunale Servizi sociali e come affermato dai rappresentanti sindacali, fu l’allora sindaco di Nuoro Andrea Soddu a mette i due licei sul tavolo sacrificale, ma con l’obbiettivo dichiarato di salvare tutte le altre scuole della provincia di Nuoro. Un territorio che subisce accorpamenti fin dalla nascita dei piani di dimensionamento e che nel 2013, vide unificati nel nuovo istituto “Alessandro Volta”, l’ex Agrario “Brau”, l’Ipsia e l’istituto professionale di Pratosardo.
