La Nuova Sardegna

Nuoro

L’emergenza

Pellet introvabile anche a Nuoro: in coda per ore davanti ai negozi


	Clienti in attesa ieri mattina davanti al negozio CFadda
Clienti in attesa ieri mattina davanti al negozio CFadda

Nelle attività commerciali vengono contingentate le vendite dei sacchi

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Nuoro La corsa al pellet è partita anche in città. Da oltre un mese il combustibile è introvabile. Il freddo quest’anno è stato più intenso degli anni precedenti, la domanda è stata maggiore, le scorte sono terminate e l’arrivo di nuovi carichi è incerto. La carenza sembra essere attribuita a dinamiche europee: la guerra, i dazi imposti dai maggiori produttori, ma non è chiaro se nel resto della penisola la situazione sia uguale. Ieri nel piazzale del negozio CFadda, decine di persone, munite di carrelli, hanno atteso per tutta la mattina l’arrivo di un tir carico di sacchi di preziosi cilindri di segatura e scarti di legno vergine pressati, che in tantissime abitazioni hanno sostituito da tempo i tronchi di legno che alimentavano i classici camini. «Stiamo usando la stufa elettrica ma non basta» dice una donna in piedi da un’ora. I dipendenti del negozio di viale della Residenza hanno ordini ben chiari. «Si è deciso di vendere massimo 5 sacchetti a cliente in modo da poter accontentare più persone possibili». Lungo la stessa strada, ma nella parte più bassa della via, la porta d’ingresso del negozio Bricofer accoglie i clienti con quattro cartelli “No pellet”. Due parole per togliere ogni dubbio: l’emergenza del combustibile che riscalda le case di molti nuoresi e di tanti cittadini dei paesi del circondario non è finita. Il responsabile del negozio, Raffaele D’Angelo, racconta che le scorte sono state azzerate nei primi giorni di gennaio e da allora il prodotto non è più arrivato. «Credo che questa situazione si sia venuta a creare per carenza di materia prima. Non penso possa esserci dietro un calo della produzione e una speculazione col rincaro dei prezzi di vendita. Fino ai primi di gennaio eravamo coperti – ha aggiunto il titolare dell’esercizio commerciale –. Stavamo aspettando l’arrivo di quattro bilici di merce, tra l’altro già pagata, che poi non sono mai arrivati. Per questo i fornitori dovrebbero rimborsarci le fatture. Cosa sarà in futuro non possiamo saperlo. Per ora, l’unica certezza è che nessuno ci dà garanzie, e con i tempi che corrono non credo che il problema possa essere risolto nel breve periodo. Non abbiamo mai pensato di aumentare i prezzi, neppure in questo momento. Abbiamo sempre venduto i sacchi da 15 chilogrammi a 7 euro e 29 centesimi, nonostante con questo prezzo, il guadagno per noi sia davvero limitato, se si calcolano tutte le spese che ci sono dietro. Basti pensare ai costi che si affrontano per il trasporto: in Sardegna è più caro rispetto alle altre regioni della penisola». Dello stesso tenore la risposta di Michele Pinna, responsabile dell’EuroSpin di via Funtana Buddia. «Il pellet non c’è da 3 o 4 settimane. La “scomparsa” è stata graduale fino ad azzerarsi del tutto. È probabile che in questi giorni arrivino due pedane che finiranno in 10 minuti. Nel caso, tenderemo a distribuire uno o due sacchetti a cliente al prezzo di sempre. Come discount non ci guadagniamo. Due pedane finiscono in fretta, perciò cercheremo di accontentare più persone. Non è una bella situazione – conclude Pinna –. Dopo la conversione al pellet non tutti hanno in casa una doppia fonte di riscaldamento. Speriamo che il problema si risolva in fretta per tutti». (k.s.) 

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