Orani conquista il carnevale di Venezia: «Su Bundhu al centro di un arcobaleno di culture»
Raffaele Sestu (Unpli): «Le maschere tradizionali protagoniste in piazza San Marco, un vero successo»
Orani Piazza San Marco li ha accolti con la curiosità e gli onori che si riservano agli ospiti importanti. «E Su Bundhu di Orani oggettivamente lo è – ha spiegato al pubblico Francesco Noli, presidente dell’associazione Su Bundhu, intervistato dall’operatrice Unpli – con la storia millenaria che si porta dietro e la lunga tradizione, bandiera di una cultura pagana connessa alla natura». Per le calli di Venezia e sul palco del più importante Carnevale d’Italia, in piazza San Marco, lunedì, 16 febbraio 2026, gli oranesi hanno catalizzato l’attenzione di una piazza piena in tutti i punti, lo sfondo della caratteristica cattedrale di San Marco che pure nei secoli ha visto passare per quella piazza migliaia di viaggiatori.
Introdotti dalle launeddas di San Vito, anche queste simbolo che è arrivato a noi dall’epoca nuragica, la delegazione isolana, caratterizzata dalla grande maschera in sughero, per lo più dipinta di rosso, ha dato vita al rito per scacciare le forze naturali negative e accogliere invece le positive, di buon auspicio per i raccolti a fine annata. «Uno spettacolo che è stato un vero e proprio successo, che anche per quest’anno ci riempie di orgoglio e soddisfazione – ha commentato invece Raffaele Sestu, presidente dell’Unpli Sardegna, in veste di organizzatore e accompagnatore –, quest’anno a rappresentare le maschere sarde abbiamo invitato sos Bundhos di Orani, per una manifestazione che è un arcobaleno di culture e che l’anno scorso ha registrato un pubblico di circa 20mila persone. Maschere sarde che hanno sfilato per Venezia, anticipate dalle melodie delle launeddas di San Vito, allievi del nostro grande maestro Luigi Lai».
L’organizzazione che ha permesso la partecipazione dei rappresentanti sardi, ha portato nel capoluogo veneto ben 12 regioni italiane. Il progetto è dell’Unpli, l’Unione nazionale Pro loco d’Italia, che per il tramite delle Pro loco regionali e per la Sardegna dell’Unpli regionale, coinvolge ogni anno gruppi diversi con la collaborazione ogni anno del municipio di riferimento e della associazioni locali. Sul palco c’è stato lo scambio del gagliardetto tra il sindaco di Orani Marco Ziranu e gli organizzatori veneziani, un sigillo a una amicizia nata nel segno delle Pro loco italiane, che con manifestazioni del genere uniscono idealmente l’Italia. Quella parte della nazione che capillarmente e in modo del tutto volontario porta avanti la valorizzazione delle tradizioni.
A Orani infatti da sempre su Bundhu ha rappresentato un punto fermo nella tradizione locale «presente in degli scritti del 1700 – ha spiega ancora Francesco Noli –, sappiamo di indossare non solo una maschera e delle vesti antiche, ma un modo di essere proprio dei nostri avi, che con questi riti auguravano prosperità agricola, e quindi prosperità a tutta la comunità». La grande maschera di sughero infatti con le corna bovine, il cappotto di orbace, i piccoli campanacci e il forcone, sono stati gli elementi identificativi che hanno sigillato l’edizione 2026 della partecipazione sarda a Venezia.
