Pediatria sguarnita e pronto soccorso al collasso: a Nuoro l’emergenza sanitaria si aggrava – Cosa sta succedendo
Parte del personale ha contestato un provvedimento preso dal direttore Angelo Zuccarelli
Nuoro Da una parte il reparto di Pediatria che per mancanza di medici, non riuscendo a garantire l’assistenza al pronto soccorso pediatrico, ha chiesto l’intervento dell’azienda sanitaria. Dall’altra, il personale del pronto soccorso generale che, per tutta risposta, ha fatto pervenire sul tavolo del direttore sanitario Angelo Zuccarelli una lettera di diffida a seguito della decisione di dirottare l’afflusso dei pazienti pediatrici nel proprio reparto. Una situazione conflittuale che forse sarebbe stato meglio evitare, perché a rischio, ancora una volta, potrebbero esserci servizi sanitari essenziali per il territorio, già estremamente provato.
Pediatria allo stremo
Che il reparto di Pediatria non vivesse momenti “felici” a causa della carenza cronica di personale, purtroppo lo si sa da tempo. Nel giro di pochi anni il reparto del San Francesco di Nuoro ha progressivamente perso medici, senza che a queste uscite dal lavoro corrispondessero altrettante sostituzioni. Di 17 specialisti previsti in organico, se ne contano solo 6, con due in meno in questo periodo, perché in malattia. Una vera emergenza visto l’incrocio tra le diverse mansioni che i medici del reparto sono chiamati a compiere. L’attività ordinaria è articolata sui piccoli pazienti ricoverati tra il reparto, l’Obi e l’isolamento. A questi, si aggiunge la terapia intensiva neonatale e quella semi-intensiva, oltre a tutta l’attività delle sale parto e della sala operatoria che deve essere garantita.
C’è poi il capitolo del pronto soccorso pediatrico, appunto, che non ha personale dedicato ma viene gestito sempre dagli stessi medici del reparto che si fanno carico, inoltre, anche del bacino d’utenza del territorio penalizzato dalla drammatica mancanza dei pediatri di libera scelta. Nonostante tutto, il personale di Pediatria ha continuato a garantire il lavoro, fino ad arrivare, però, a un punto critico che lo ha portato a chiedere che il triage dei pazienti pediatrici venga fatto al pronto soccorso generale, con chiamate in reparto solo per i casi gravi. E oltre al fatto che il reparto continui a lavorare in emergenza per la carenza di organico, la richiesta è stata motivata con i numeri: su 20 accessi pediatrici, 10 non sono urgenze ma piccola traumatologia; degli altri 10, solo la metà è legata a problematiche che vanno prese in carico.
Da qui la decisione dell’Asl: il 19 febbraio scorso, il direttore Zuccarelli ha disposto il blocco dell’accesso al pronto soccorso pediatrico, e ha inviato il flusso di pazienti pediatrici che necessitano di valutazione e intervento in regime d’urgenza, al pronto soccorso generale.
La protesta
La decisione del direttore sanitario, però, non è stata accettata di buon grado dal personale medico e infermieristico del Ps, che ha contestato formalmente il provvedimento anche per la “mancata predisposizione di adeguate misure di supporto strutturali, logistiche e di personale”. Secondo gli operatori il pronto soccorso, concepito per un’utenza adulta, non può essere considerata qualitativamente equivalente a quella fornita in un ambiente specialistico dedicato.
La decisione dell’Azienda esporrebbe i minori a un servizio non ottimale, con conseguente rischio di ritardi diagnostici e terapeutici. Non solo: gli spazi del pronto soccorso generale non sarebbero strutturati per accogliere un’utenza pediatrica in modo promiscuo con quella adulta. Inoltre, la condivisione forzata degli stessi ambienti (sala d’attesa, area triage, sale di osservazione) comporterebbe il rischio di infezioni ma anche un impatto psicologico sul minore. Riservatezza e comfort richiesti per la gestione di un bambino, non verrebbero garantiti nell’ambiente del pronto soccorso generale.
A questo, inoltre, si aggiungerebbe l’inadeguatezza strutturale dei servizi igienici che oltre ad essere promiscui, sono del tutto privi delle dotazioni minime per le esigenze pediatriche. Ma al centro delle contestazioni anche la mancata adozione di una misura organizzativa coerente, come il trasferimento, seppur temporaneo, del personale infermieristico dal pronto soccorso pediatrico presso quello generale, al fine di affiancare il personale operante e garantire la necessaria competenza specialistica nella gestione dei casi pediatrici.
Attraverso un legale si è chiesto all’Asl la revoca immediata del provvedimento, o in alternativa la realizzazione di percorsi e aree di attesa separati per l’utenza pediatrica all'interno del Pronto soccorso, nonché l'adeguamento immediato dei servizi igienici per renderli idonei alle esigenze pediatriche.
