La Nuova Sardegna

Nuoro

Patrimonio culturale

Lo storico caffè Tettamanzi tornerà al suo antico splendore: al via il restauro

di Alessandro Mele
Nuoro l'antico caffè Tettamanzi del Corso Garibaldi a Nuoro
Nuoro l'antico caffè Tettamanzi del Corso Garibaldi a Nuoro

Cantiere aperto al corso Garibaldi di Nuoro dopo l’autorizzazione della Soprintendenza

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Nuoro Stucchi che ritornano sui soffitti. Antichi archi di granito che riemergono dopo oltre 40 anni di modernità, sotto i colpi armonici degli strumenti da lavoro degli operai ingaggiati dalla Soprintendenza per restituite a Nuoro il suo caffè letterario così com’era nato. L’autorizzazione tanto attesa è arrivata. Da qualche settimana, infatti, è cominciato il restauro conservativo dell’Antico caffè Tettamanzi.

Il futuro

La famiglia Murgia, proprietaria del locale ha vinto la sua prima missione non scontata. La seconda sarà quella di riaccendere i motori all’insegna della cultura e dei prodotti di alta qualità. «All’inizio pensavamo a una gestione diretta – commentano i proprietari dello storico caffè letterario –, poi, dopo lunga e attenta selezione, abbiamo optato per affidarlo a una società guidata da un gruppo di giovani nuoresi. Per il momento sul tema non possiamo aggiungere altre informazioni, ma questi ragazzi rispecchiavano appieno una caratteristica che cercavamo. Volevamo persone che fossero innamorate di Nuoro e della sua incredibile storia».

La storia E il Tettamanzi, in effetti, con i suoi 151 anni di vita, sprigiona arte, racconti e letteratura da tutti i pori. Fin da quando, nel 1875, l’ebanista di Palestro (Piemonte), Antonio Tettamanzi, venuto a Nuoro per realizzare il coro ligneo per il Capitolo dei canonici della cattedrale, decise di stabilirsi in città e di dare vita al caffè che anni dopo farà da cornice ai racconti de “Il giorno del giudizio” di Salvatore Satta e a capolavori della scrittrice Grazia Deledda come “Primi passi” e “Cosima”.

L’Antico caffè Tettamanzi, così riprenderà a essere chiamato, è un’attività che non ha certo bisogno di presentazioni e che nel 2017 è stata riconosciuta come bene di interesse culturale anche dal ministero dei Beni e delle attività culturali e che, nel 2018, è entrata tra i 230 bar storici d’Italia insieme ai più antichi e prestigiosi alberghi, ristoranti, pasticcerie, confetterie, caffè letterari protagonisti della storia nazionale per gli eventi di cui sono stati promotori o sede e per i personaggi illustri che li hanno frequentati.

Infatti, così come Casanova sedeva al Caffè Florian, D’Annunzio scriveva al Gambrinus di Napoli, Camillo Benso, conte di Cavour, aveva il suo tavolo al Cambio di Torino e Marconi voleva sempre la suite 105 del Miramare di Santa Margherita, anche lo storico caffè nuorese è stato teatro di illustri scambi culturali. Assidui clienti furono per esempio il poeta Sebastiano Satta e il pittore Antonio Ballero. Oltre ai personaggi della Nuoro della Belle Époque come il maestro Francesco Ganga Predischedda, che al Tettamanzi ha scritto e declamato i suoi componimenti satirici più famosi. «L’obbiettivo – dicono sul punto dalla famiglia Murgia – è quello di restituire alla città un luogo di scambio culturale utile all’intellighenzia dei giorni nostri. Ma anche un posto aperto a tutti quelli che hanno voglia di riscoprire le tante ricchezze della nostra città in uno dei suoi luoghi simbolo».

Le risorse

Ottenere l’autorizzazione della Soprintendenza per il restauro conservativo non è stato semplice. Difficile è anche attirare l’attenzione delle istituzioni a tutti i livelli. «Infatti stiamo procedendo con il restauro solo con risorse nostre – specificano i proprietari –. Non abbiamo ricevuto alcun contributo economico dal ministero della Cultura ne da altre realtà nazionali o regionali che generalmente li erogano. Ma siamo contenti così, avevamo fretta di rimettere in moto l’Antico caffè Tettamanzi. Una sfida per la quale siamo sempre stati disposti a tutto senza tentennamenti».

Curiosità

Lo storico locale cambia completamente volto per tornare alle origini e a quegli scenari descitti dagli autori nostrani ma anche da tanti viaggiatori del passato arrivati a Nuoro nel corso del ’900. Tra questi, a fare il racconto più completo e dettagliato è sicuramente lo scrittore ferrarese Antonio Nani che, di passaggio a Nuoro insieme a sua moglie, lo visitò nel 1892 per poi raccontarlo nell’opera “Nella Sardegna settentrionale”. Il viaggiatore fa anche un ritratto dettagliato dell’ebanista Antonio Tettamanzi. «Il bravo piemontese pare che si trovasse bene a Nuoro poiché vi si stabilì, prese moglie e costruì egli stesso, da solo, il caffè attuale. Ora, benché vecchio e debole di mente, continua a lavorare, portando in giro per le tre stanzette del caffè, la sua lunga persona allampanata e bonaria».

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