La Nuova Sardegna

Nuoro

Il caso trasporti

Il baby consiglio comunale: «Vogliamo un treno veloce in città»

di Valeria Gianoglio
Il baby consiglio comunale: «Vogliamo un treno veloce in città»

Nuoro, i ragazzi incontrano sindaco e comitato sul tema dei trasporti. Tra le richieste quella di una linea moderna e a basso impatto

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Nuoro «Io l’ho usato una volta, partendo da Nuoro, e mi è sembrato che il tempo fosse infinito. Era troppo lento e i binari erano arrugginiti», «Io l’ho preso fuori dalla Sardegna per le finali del campionato di dama ed era velocissimo», «Io vorrei sapere se il progetto per farlo qui a Nuoro ha un basso impatto ambientale e cosa si può fare». Età media 12 anni, sportivi, curiosi, amanti della natura e sensibili ai temi ambientali: i giovani del consiglio comunale dei ragazzi, seguiti dal loro insegnante referente William Morelli, e dalla referente per il Comune del “baby-consiglio”, Simona Paderi, all’interno delle scuole medie di via Malta hanno voluto dedicare una seduta della loro speciale assemblea alla questione trasporti e ferrovia. Che da diversi anni a Nuoro sta animando il dibattito, mobilitando esperti, e grazie all’impegno del comitato di cittadini Trenitalia nuorese, guidato dall’avvocato Claudio Solinas, ha anche spinto fino a ottenere uno studio di fattibilità dal ministero per una nuova tratta ferroviaria che colleghi Nuoro con Abbasanta, e da lì alle ferrovie dello Stato. «Abbiamo diritto anche noi a eliminare questa ingiustizia che ci colloca come unica provincia d’Italia senza un treno delle ferrovie nazionali – ha spiegato la docente Maria Luisa Ariu rivolgendosi ai ragazzi – molti di voi magari non hanno mai preso il treno, perché da sempre siamo costretti a utilizzare la macchina e il mezzo gommato, che, tra l’altro, sono anche mezzi più dispendiosi in termini di costi, carburante e sicurezza. Il treno, invece, oltre a essere comodo, è più sicuro e veloce, e anche più rispettoso dell’ambiente. E dobbiamo spingere per averlo anche noi».

«Nuoro ha bisogno di un collegamento con la ferrovia nazionale, e la stazione più vicina è Abbasanta – spiega il presidente del comitato Trenitalia, Claudio Solinas – basterebbero 50 chilometri di linea ferroviaria, e da Pratosardo saremmo collegati con Abbasanta, passando per la piana di Ottana. E da lì andremo in pochissimo tempo in tutta l’isola. A 150-160 km orari, con i treni Blues delle ferrovie nazionali, e non agli attuali 30 km orari della “littorina” che collega Nuoro a Macomer, e che pur con tutti i miglioramenti del caso, visto che si tratta di uno scartamento ridotto, non può migliorare che di poco. Per questo bisogno spingere per far partire il progetto per la nuova linea per Abbasanta. Deve essere la priorità assoluta, e solo dopo che è stato fatto partire il progetto si può pensare anche a soluzioni temporanee, come misure alternative nel frattempo. Ma prima si deve fare partire il progetto con il relativo finanziamento. Bisogna rimediare a una mancanza che ci rende unico capolugo in Italia senza un collegamento ferroviario degno di questo nome».

«La priorità è la linea Nuoro Abbasanta, e con Claudio Solinas e il comitato continueremo a pressare il ministero perché vada avanti, perché esiste un progetto già depositato e non deve stare fermo» spiega il sindaco Emiliano Fenu. «Dobbiamo continuare a chiedere che si porti avanti il progetto della linea tra Nuoro e Abbasantra – aggiunge – servono tempo e soldi, anche per gli espropri dei terreni. E dobbiamo pensare anche a migliorare la linea lentissima già esistente a scartamento ridotto, dove c’è una littorina vecchia, dove si perde molto tempo nelle curve, tra passaggi a livello. Nessuno di noi la prende perché ci conviene andare in macchina, ma ci sono tanti paesi dove ci sono persone che la prendono per arrivare a Nuoro, e quindi dobbiamo pensare anche a loro. Quindi la priorità deve essere la linea Nuoro-Abbasanta, ma nel frattempo la Regione deve migliorare anche questa linea vecchia. Come? Andare a 30 km orari non va bene. Bisogna togliere i passaggi a livello, migliorare la sicurezza. I soldi c’erano ma la Regione è stata lenta: bisogna sviluppare i nuovi sistemi informatici per rendere più sicuro il tragitto e migliorare la velocità. Da poco ci è stato presentato un progetto per eliminare le curve iniziali e collegare un trenino direttamente a questa linea, e una galleria che ci consentirà di andare dall’Intermodale a Pratosardo evitando le curve». 

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