Sanità, Comitati contro la Regione: «Mancato rispetto degli impegni»
Dal Marghine il nuovo grido di aiuto dei cittadini: «Assistenza non garantita»
Silanus L’assemblea regionale del coordinamento dei Comitati sardi per la sanità pubblica, svoltasi sabato, 17 maggio a Silanus, ha sancito la nascita di un fronte comune e radicato contro il progressivo smantellamento della sanità territoriale. L’appuntamento ha registrato una partecipazione straordinaria con la presenza fisica di ben 17 comitati provenienti da tutta l'isola, ai quali si sono uniti molti altri gruppi che, pur impossibilitati a partecipare, hanno voluto inviare relazioni e documenti programmatici. I cittadini delle aree interne, già duramente colpiti dallo spopolamento, hanno rivendicato il diritto costituzionale alla salute, evidenziando il mancato rispetto degli impegni presi dalle istituzioni dopo la manifestazione dello scorso 7 marzo a Cagliari. Durante la giornata di lavori si è analizzato il profondo divario tra i proclami politici e la realtà quotidiana dei pazienti, rilevando come i livelli essenziali di assistenza non siano più garantiti, i distretti socio-sanitari appaiano paralizzati e i progetti per le case e gli ospedali di comunità accumulino pesanti ritardi infrastrutturali. Il dibattito ha toccato il punto di massima urgenza con la drammatica situazione del reparto oncologico dell’ospedale San Francesco di Nuoro, dove l'assistenza è interamente a carico di due sole professioniste. Nonostante l’espletamento di un recente concorso, nessun nuovo medico è stato destinato alla struttura a causa di piante organiche basate su calcoli obsoleti. Questa cecità amministrativa espone i pazienti oncologici al rischio di restare senza cure poiché le uniche due figure mediche, senza rinforzi, potrebbero lasciare il reparto aggravando ulteriormente la situazione. A questa emergenza si aggiungono i contributi critici arrivati dalla Gallura per gli ospedali Paolo Merlo di La Maddalena, penalizzato dall'isolamento insulare, e Paolo Dettori di Tempio Pausania. La voce della protesta si è alzata forte anche grazie al Comitato SOS Barbagia Mandrolisai per il San Camillo, al Comitato cittadini ospedale Delogu e al movimento “Tutti uniti per l'ospedale ogliastrino”. Un grido d’allarme particolarmente doloroso è arrivato dal comitato “Passeggini vuoti”, che oltre a ricordare la carenza cronica di pediatri ha denunciato come le donne in gravidanza siano ormai costrette a effettuare gli esami di routine esclusivamente a pagamento, assestando un colpo durissimo alla prevenzione e alla tutela materno-infantile. L’assemblea ha inoltre sollevato il caso dei troppi pazienti oncologici o con diagnosi complesse a cui viene negata l'autorizzazione per curarsi fuori dall'isola, mentre parallelamente le liste d'attesa interminabili impediscono loro di ricevere le cure in loco. Forte preoccupazione è stata espressa anche per l’assistenza domiciliare integrata, la cui progressiva esternalizzazione rischia di indebolire la qualità e la continuità delle prestazioni. La radice di tutte le criticità resta l'emorragia insanabile di personale medico, infermieristico e socio-sanitario, un problema che rischia di vanificare qualsiasi riforma. Il Comitato infermieri ha presentato una dettagliata relazione sullo stress estremo e sul burnout che schiacciano i lavoratori, affiancato dalle rivendicazioni del Comitato degli Oss “Giù le mani dai concorsi pubblici”. Di fronte a questo scenario, l'assemblea ha chiesto se la Regione stia effettivamente avviando contatti con le università per pianificare la formazione in base ai bisogni del territorio, magari tramite iniziative di orientamento per i giovani. Ampio spazio è stato dedicato al destino degli ospedali minori, per i quali si teme una silenziosa trasformazione in ospedali di comunità destinati ai soli post-acuti, privando i territori dei presidi per le emergenze. Nei distretti mancano gli specialisti e le aggregazioni funzionali territoriali rimangono attive solo sulla carta ma totalmente inoperative. Al dibattito hanno contribuito attivamente anche il Comitato per la difesa della sanità del Marghine, il Forum per la salute di Oristano, il Comitato per la salute pubblica di Nuoro, il Comitato del terralbese e la delegazione del Sud Sardegna insieme a numerose altre associazioni. I lavori si sono conclusi con la riconferma del direttivo e del suo portavoce, oltre alla definizione della delegazione ufficiale che porterà queste istanze ai prossimi tavoli istituzionali già in calendario.
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