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Sassari, azzannarono e uccisero il cane Ciop: due pitbull portati via al padrone e trasferiti in canile

di Luca Fiori
Sassari, azzannarono e uccisero il cane Ciop: due pitbull portati via al padrone e trasferiti in canile

Gli animali sono stati dichiarati aggressivi, il Comune: «Personale qualificato si occuperà della loro riabilitazione»

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Sasssari Sono stati trasferiti questa mattina nel canile comunale di Sassari i due pitbull ritenuti responsabili dell’aggressione mortale a Ciop, il cane meticcio ucciso lo scorso 10 aprile all’interno di una proprietà privata nella zona di via Tanighedda. L’intervento è stato eseguito dagli agenti del Nucleo ambientale della polizia locale con il supporto dei veterinari della Asl, al termine di un’attività investigativa fatta di testimonianze, sopralluoghi ed esame di video relativi agli episodi denunciati negli ultimi mesi.
L’operazione arriva dopo settimane di forte tensione nelle campagne tra via Tanighedda e Ponte Brandinu, dove diversi residenti avevano segnalato la presenza di cani lasciati liberi e ritenuti particolarmente aggressivi. Nelle denunce raccolte si parlava di incursioni improvvise nelle proprietà private, animali domestici aggrediti e di un clima di crescente paura tra chi vive nella zona.
Secondo quanto comunicato dal Comune, gli agenti si sono presentati nell’abitazione del proprietario dei cani nelle prime ore della mattina. L’uomo avrebbe collaborato con gli operatori, consentendo ai veterinari di effettuare gli accertamenti sugli animali e cedendoli successivamente al Comune di Sassari. I due pitbull sono stati giudicati «particolarmente aggressivi e pericolosi» e per questo trasferiti nel canile comunale, dove verranno ora sottoposti a percorsi riabilitativi seguiti da professionisti specializzati nel recupero comportamentale. Il caso era esploso dopo la morte di Ciop, cane meticcio di cinque anni, ucciso durante un’aggressione avvenuta nel cortile di casa davanti ai proprietari. Nella denuncia presentata in Procura, il padrone dell’animale aveva raccontato quei momenti drammatici: «Li ho visti entrare da sotto la rete e in pochi secondi erano già addosso a Ciop. Ho provato a separarli con una zappa, ma non si fermavano. Ringhiavano anche contro di noi». Secondo la ricostruzione contenuta nell’esposto, i cani sarebbero penetrati nella proprietà passando attraverso un varco scavato sotto la recinzione di confine. L’attacco sarebbe stato rapidissimo e violentissimo. «Sembrava una scena interminabile – aveva raccontato il proprietario – cercavamo di salvarlo ma non riuscivamo a farli staccare».
Sul posto erano intervenuti gli agenti della polizia locale, le guardie zoofile e i veterinari della Asl, che avevano potuto soltanto constatare il decesso dell’animale.

L’esame anatomo-patologico aveva poi confermato la violenza dell’aggressione. I veterinari avevano riscontrato profonde lesioni traumatiche nella regione del collo e del torace, gravi danni ai tessuti e fratture compatibili con morsi di canidi. Il quadro complessivo aveva portato a indicare come causa della morte uno shock emorragico dovuto alle numerose ferite riportate durante l’assalto. Nella denuncia il proprietario di Ciop aveva inoltre richiamato un precedente episodio avvenuto nei mesi scorsi nella stessa zona: l’aggressione e l’uccisione di un cinghiale da parte degli stessi cani in un uliveto vicino, fatto che sarebbe stato documentato anche con un video e segnalato alle autorità.
Ma secondo quanto riferito da diversi residenti, non si sarebbe trattato di casi isolati. Nelle campagne tra Ponte Brandinu e via Tanighedda, negli ultimi anni, sarebbero stati segnalati altri episodi di animali domestici trovati morti o scomparsi: cani, gatti, galline e persino tartarughe. Racconti che avevano alimentato timori e tensioni tra gli abitanti della zona.

L’intervento di questa mattina rappresenta ora il primo provvedimento concreto dopo le denunce e gli accertamenti delle ultime settimane. Parallelamente proseguono le verifiche della magistratura sulla vicenda e sugli episodi segnalati nella zona.

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