Il sindaco Fenu: «Una terza via per il futuro della vecchia zir di Pratosardo»
Il primo cittadino in campo con una nuova proposta per l’area produttiva di Nuoro: «Un consorzio d’area vasta con i Comuni limitrofi»
Nuoro Il sindaco Emiliano Fenu irrompe sul grande tema del futuro dell’ex zona industriale di Pratosardo con una nuova proposta: «Diamo gambe a un consorzio intercomunale integrato che coinvolga tutte le aree produttive presenti nel nostro territorio». Un’idea di governance nuova che il primo cittadino chiama “modello Nuoro” e che ambisce a trovare il sostegno dei sindaci dei Comuni coinvolti e a sanare definitivamente l’insofferenza degli operati di Pratosardo. «Gli operatori devono sapere con chiarezza che l’amministrazione è dalla loro parte. Il loro coinvolgimento continuerà ad essere una priorità, così come lo è stato sino ad oggi, perché nessuna scelta sul futuro dell’area può essere assunta senza ascoltare chi ogni giorno lavora, investe e crea occupazione. Alcune delle preoccupazioni espresse dagli operatori sono del tutto comprensibili e meritano risposte serie, condivise e sostenibili nel lungo periodo».
Ma quali sono le novità contenute nel cosiddetto “modello Nuoro”? «Tutto nasce da un tema politico e territoriale che non può essere ignorato – spiega il primo cittadino –. Perché realtà con aree industriali storiche e strategiche come Ottana, o territori come Macomer (qualora decidesse di entrare con Tossilo) che dispongono anche di importanti infrastrutture e fonti autonome di entrata, dovrebbero accettare un riequilibrio dei pesi senza una complessiva ridefinizione del modello? Ritengo che sia urgente aprire una nuova discussione».
E prosegue: «È necessario costruire una proposta normativa innovativa che consenta la nascita di un nuovo modello di governance industriale territoriale: un consorzio di area vasta, capace di dialogare con le grandi prospettive di sviluppo legate anche all’Einstein telescope, ma allo stesso tempo costruito sulle specificità economiche e sociali del Nuorese. Un percorso che non può essere imposto da nessuno. Una scelta di questo tipo deve nascere attraverso il confronto, il coinvolgimento e il consenso dei Comuni che condividono interessi economici, produttivi e strategici con Pratosardo. Solo attraverso una costruzione realmente partecipata sarà possibile creare un modello solido, equilibrato e duraturo ne tempo».
Emiliano Fenu sembra allontanare definitamente la prospettiva legata all’acquisizione delle aree da parte del Comune, ma anche quella di un’annessione al Consorzio industriale provinciale. «L’ipotesi dell’acquisizione diretta da parte del Comune appare estremamente debole sotto il profilo tecnico e finanziario – specifica –. Negli anni la zir ha retto il proprio equilibrio economico prevalentemente attraverso la vendita dei lotti. Una pratica che già pone evidenti criticità sul piano della sostenibilità, ma che per un ente locale sarebbe incompatibile con i principi fondamentali della contabilità pubblica, che vietano l’utilizzo di entrate in conto capitale per coprire spese correnti. Questo significa che il mantenimento dell’area ricadrebbe inevitabilmente sulla fiscalità generale o sulle contribuzioni degli operatori. E aumentare la pressione fiscale per sostenere Pratosardo significherebbe scaricare i costi sull’intera comunità nuorese». «Anche la soluzione dell’ingresso nel Cip, nelle condizioni attuali, presenta elementi di forte debolezza. Nuoro oggi non fa parte del Consorzio e l’eventuale ingresso richiederebbe inevitabilmente modifiche legislative e statutarie».
Il nuovo modello proposto da Fenu «non può prescindere da un ruolo diretto della Regione». Il sindaco prosegue con toni collaborativi: «La politica industriale è una competenza regionale e credo sia importante che la Regione accompagni questo percorso con una forte capacità di coordinamento strategico e con strumenti adeguati a sostenere la transizione. Serve una dotazione finanziaria stabile che consenta il rilancio infrastrutturale e la costruzione di servizi e attività gestite direttamente dalla futura governance, per garantirne nel tempo sostenibilità e autonomia». «Per questo – conclude – diventa ancora più urgente la nomina del commissario della zir, indispensabile per governare questa fase di transizione e accompagnare un confronto serio tra tutte le istituzioni coinvolte. È necessario che la Regione finanzi immediatamente uno studio strategico complessivo sul futuro industriale del territorio, che analizzi le prospettive economiche e produttive dell’area e le diverse ipotesi di, compresa la terza via».
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