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Nuoro

L’inchiesta

Evasione del boss Raduano, uno degli indagati per favoreggiamento è latitante: ecco chi è

Un momento dell'udienza dell'ex boss della mafia garganica Marco Raduano nel tribunale di Nuoro
Un momento dell'udienza dell'ex boss della mafia garganica Marco Raduano nel tribunale di Nuoro

Deve scontare una vecchia condanna per droga a quattro anni di carcere

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Nuoro Nuova svolta nella maxi inchiesta che riguarda la latitanza del boss foggiano Marco Raduano, oggi collaboratore di giustizia. L’orunese Pietro Antonio Tolu, imputato per droga e armi e tra i protagonisti del processo sulla rete di fiancheggiatori che avrebbe favorito la fuga di Raduano dal carcere di Badu ‘e carros e i successivi mesi di latitanza, è irreperibile da circa un mese. All’inizio di questa settimana è stato dichiarato latitante dopo il mancato rintraccio per la notifica di un ordine di esecuzione riguardante una condanna definitiva a quattro anni di reclusione per droga risalente a circa un decennio fa e confermata dalla Cassazione la scorsa primavera.

La sua sparizione arriva in un momento delicato per gli inquirenti e mentre è ancora in corso al tribunale di Nuoro il processo che lo vede imputato, insieme al compaesano Antonio Mangia, con l’accusa per quest'ultimo, di aver favorito la fuga e la successiva latitanza di Marco Raduano, prelevandolo dal rifugio improvvisato di via Aligi Sassu in città, dopo l’evasione del febbraio 2023. Nel corso dell’ultima udienza, Raduano ha deposto in videocollegamento davanti al collegio presieduto dalla giudice Elena Meloni, rispondendo alle domande dei pm della Direzione distrettuale antimafia di Cagliari. La difesa di Mangia e Tolu, rappresentata dagli avvocati Ivano Iai e Giancarmelo Serra, aveva sostenuto che le dichiarazioni del boss garganico non trovassero riscontro.

La vicenda di Pietro Antonio Tolu ha assunto dei nuovi contorni rilevanti. Un anno fa, infatti, il tribunale di Nuoro aveva accolto la richiesta della difesa di sostituire la custodia in carcere con la nuova misura, ritenendo che potesse assistere la madre. Il provvedimento, però era stato eseguito in ritardo per la mancanza di un braccialetto elettronico disponibile, circostanza che aveva costretto l’imputato a rimanere in carcere. Adesso Pietro Antonio Tolu è ricercato.

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