Olbia, un’altra estate di fuoco per il pronto soccorso: reparto a corto di medici già sotto pressione
Pesano le dimissioni della responsabile Rosy Beretta
Olbia Sarà un’altra estate di fuoco per il pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia. Con la Gallura già presa d’assalto dai turisti, il reparto si prepara ad affrontare settimane di fortissima pressione. Dopo i quasi 45 mila pazienti assistiti nel 2025, una media di circa 200 persone al giorno e il record di 306 presenze registrate il 16 agosto dello scorso anno, nelle giornate di massimo afflusso si potrebbe nuovamente superare quota 300. Uno scenario che il pronto soccorso dovrà affrontare con un organico ancora lontano da quello necessario: oggi sono in servizio tra i sette e gli otto medici, a fronte dei sedici ritenuti indispensabili per garantire una copertura adeguata dei turni. Il tutto in un momento particolarmente delicato per il reparto, segnato dalle dimissioni della responsabile della Medicina d’urgenza e del pronto soccorso, Rosy Beretta, che nei giorni scorsi si è licenziata dall’Asl Gallura per divergenze di vedute con i vertici aziendali e regionali. Tra gli elementi che hanno contribuito alla decisione anche la gestione della fine dell’esperienza dei medici gettonisti, i cui contratti sono scaduti il 30 giugno senza essere prorogati e in assenza di un sistema già pienamente strutturato per sostituirli.
Varesina, Rosy Beretta arrivò all’ospedale di Olbia il 4 novembre 2004. Dopo aver vinto un concorso tornò per un anno a Varese, nel 2008 rientrò definitivamente in Gallura, dove ha costruito gran parte del suo percorso professionale fino a guidare la Medicina d’urgenza e il Pronto soccorso del Giovanni Paolo II, diventato nel tempo uno dei reparti di riferimento dell’emergenza-urgenza in Sardegna e oggi il terzo pronto soccorso dell’isola per volume di attività, dopo quelli di Sassari e del Brotzu di Cagliari.
Per tre anni i medici gettonisti hanno rappresentato un supporto fondamentale per il reparto. Col tempo erano stati inseriti nell’organizzazione quotidiana del servizio, diventando professionisti sui quali poter contare. Oggi il pronto soccorso garantisce i turni facendo ricorso a specialisti di altri reparti, liberi professionisti reclutati attraverso i bandi dell’Asl e, quando necessario, anche a medici in pensione.
Il nuovo bando regionale, che prevede compensi differenziati in base all’esperienza e al livello di specializzazione, viene considerato dalla stessa Beretta «un passo nella giusta direzione perché riconosce il diverso livello di competenze degli specialisti coinvolti».
Da quell’elenco, però, a Olbia non è ancora arrivato nessun medico. Attraverso le procedure bandite dall’Asl Gallura sono invece stati reclutati due specialisti provenienti dall’Emilia-Romagna, un segnale positivo ma ancora insufficiente rispetto alle esigenze di una realtà che nei mesi estivi registra i maggiori picchi di attività dell’isola.
Guardando al futuro, Rosy Beretta richiama i progetti avviati per riorganizzare il sistema dell’emergenza-urgenza. «Sono convinta che dalle progettualità avviate in questa fase nasceranno le condizioni per lavorare, nel giro di qualche anno, in maniera più serena, sicura e stabile», osserva. E aggiunge: «Bisogna avere la mente aperta e affrontare anche quei cambiamenti che inizialmente possono sembrare dolorosi, ma che sono orientati alla tutela dei pazienti e degli operatori».
La primaria riconosce inoltre il lavoro avviato dall’assessorato regionale alla Sanità sulla costruzione della rete dell’emergenza-urgenza, attraverso tavoli tecnici dedicati ai percorsi assistenziali e alla gestione del sovraffollamento dei pronto soccorso. Un percorso che richiederà tempo, ma che rappresenta, a suo giudizio, un cambio di passo importante. Un primo risultato concreto è rappresentato dalla presenza della guardia medica turistica all’interno dell’ospedale. Il servizio, già operativo, contribuisce a prendere in carico i codici minori, alleggerendo il lavoro del pronto soccorso. Con il completamento dei lavori del nuovo reparto, troverà spazio nell’area dedicata ai casi a bassa complessità, rafforzando ulteriormente il percorso di assistenza.
Sul futuro di Rosy Beretta, al momento, non ci sarebbero certezze. Se da una parte il suo percorso professionale nella Asl Gallura potrebbe concludersi definitivamente il 30 settembre, dall’altra non sarebbe esclusa l’ipotesi di un ripensamento. Profondamente legata al pronto soccorso di Olbia e all’azienda nella quale ha trascorso gran parte della propria carriera, potrebbe infatti valutare un eventuale rientro qualora si creassero le condizioni per riaprire il dialogo. Uno scenario che, almeno per ora, resta soltanto un’ipotesi.
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