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L’inchiesta

No alla richiesta di affidamento ai servizi sociali: Roberta Barabino portata in carcere – Che cosa succede ora

No alla richiesta di affidamento ai servizi sociali: Roberta Barabino portata in carcere – Che cosa succede ora

L’ex amministratrice infedele, accusata di peculato, deve scontare quasi quattro anni di reclusione

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Nuoro Dal pomeriggio di oggi, 18 luglio 2026, l'ex amministratrice infedele originaria di Oliena, Roberta Barabino, è reclusa nel carcere di Bancali. La notifica della nuova misura detentiva le è arrivata a margine del rigetto, da parte del tribunale di sorveglianza di Sassari, della richiesta di affidamento ai servizi sociali, o in alternativa di detenzione agli arresti domiciliari, presentata dagli avvocati Antonio Secci e Gianluca Sannio.

L'istanza, secondo quanto riferito dalla difesa, è stata presentata in virtù del fatto che Barabino si trovi a dover scontare un condanna inferiore ai quattro anni di reclusione. Inoltre gli avvocati ritenevano opportuna la necessità che l'ex amministratrice infedele potesse continuare a stare a casa sua per poter assistere i suoi tre figli, uno dei quali affetto da disabilità. Gli avvocati presumono che le motivazioni dietro al rigetto della richiesta di affidamento ai servizi sociali stiano nel grande numero di procedimenti pendenti ancora a carico di Barabino, accusata di peculato da decine di anziani assistiti negli anni e dai loro familiari; e nel fatto che non abbia provveduto a restituire le somme delle quali secondo l'accusa si era appropriata indebitamente.

La prossima mossa della difesa, una volta apprese le motivazioni contenute nella nuova ordinanza di custodia, sarà quella di fare ricorso per Cassazione o, più verosimilmente, di presentare una nuova istanza al tribunale di sorveglianza.

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