La Nuova Sardegna

Nuoro

Il processo

Accoltellò il cognato al culmine di una lite: condannata a tre anni di reclusione

Accoltellò il cognato al culmine di una lite: condannata a tre anni di reclusione

La difesa dell’imputata ha chiesto al tribunale in seduta collegiale di riqualificare l’accusa da tentato omicidio a lesioni gravi

2 MINUTI DI LETTURA





Nuoro Si è concluso con una condanna a tre anni e un mese di reclusione, (la stessa sollecitata dal pubblico ministero Sandra Picicuto), il processo per una donna di 58 anni, accusata del tentato omicidio del cognato. Difesa dall’avvocato Alessandro Tuvoni, l’imputata, alla quale è stato riconosciuto il vizio parziale di mente, non era presente alla discussione davanti al collegio presieduto da Elena Meloni, con a latere i giudici Balloi e Puligheddu. Il difensore ieri ha chiesto la riqualificazione del fatto in lesioni gravi, ma il giudice ritenendo che gli elementi di prova raccolti confermassero la fattispecie di reato originariamente contestata dall’accusa, la rigettato l’istanza. La donna, secondo la tesi accusatoria, al culmine di una furibonda lite, aveva ferito con un’arma da taglio il fratello del compagno, un uomo di Siniscola che si è costituito parte civile con l’avvocato Giuseppe Casu. L’episodio si era verificato un anno fa in una casa nel quartiere del Ponte di ferro, alla periferia della cittadina. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, all’origine della discussione tra l’imputata e il cognato, il fatto che la 58enne, dopo un allontanamento di diversi giorni, aveva fatto rientro a casa senza fornire alcuna spiegazione. Si era introdotta nell’abitazione alla periferia della città, di proprietà della persona offesa, dove sino a poco tempo prima conviveva con il compagno, e come se nulla fosse successo, aveva ripreso a starci. È così che i due avevano iniziato a litigare fino a far degenerare la situazione.

La donna, afferrato un coltello da cucina con una lama di almeno 30 centimetri, e minacciando di morte l’uomo, aveva cercato di aggredirlo puntando al petto per colpirlo. Lo aveva raggiunto ma in modo superficiale, perché la vittima era riuscita a spostare la mano dell’aggressore. Nel tentativo di parare i colpi, l’uomo era rimasto ferito ad un braccio, al petto e sulla fronte. Le urla avevano richiamato nell’abitazione del quartiere del Ponte di ferro, alcuni vicini che avevano poi dato l’allarme. Sul posto era intervenuta un’ambulanza del 118 ma per l’uomo non è stato necessario il trasporto in ospedale. Per fortuna le ferite, medicate sul posto, erano state considerate guaribili in 7 giorni. Solo la prontezza di riflessi dell’uomo avevano evitato conseguenze ben più gravi. (k.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Trasporti

Sardegna, il biglietto non basta per partire: voli pieni, liste d’attesa e collegamenti cancellati

di Paolo Ardovino
Le nostre iniziative