Furto di sughero nelle campagne del paese: decorticate 260 piante del Comune
Orotelli, l’indignazione del sindaco Bosu: «Possibile che nessuno si sia reso conto?»
Orotelli Ladri rubano il sughero del Comune. Decorticate 260 piante. Indignazione del sindaco di Federico Sedda Orotelli Indignazione del sindaco di Orotelli, Toni Bosu, per il furto di sughero effettuato nei giorni scorsi nella sughereta comunale di Sa serra, nelle campagne del paese. A raccontare il fatto sui social istituzionali è lo stesso primo cittadino che fa sapere anche di avere denunciato il furto agli agenti del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della stazione di Orani. «Alcuni giorni fa – racconta il sindaco in una lettera aperta ai cittadini – ci siamo accorti che nella sughereta comunale di Sa serra è stato perpetrato un furto di sughero di notevole entità. Dal sopralluogo effettuato è emerso che le piante decorticate sono circa 260».
L’azione dei ladri, secondo il sindaco, ha provocato non solo un danno ambientale, ma anche un danno economico ingente per il Comune proprietario delle piante e del sughero prodotto. «Dobbiamo ricordare – scrive Toni Bosu – che i proventi derivanti dalla vendita del sughero rappresentano una delle pochissime entrate proprie del Comune, che deve fare affidamento in larga misura sulle risorse trasferite dallo Stato e dalla Regione per garantire i servizi alla popolazione».
L’indignazione del sindaco è ancora più evidente perché l’azione sconsiderata dei ladri avrebbe lesionato le piante compromettendone lo sviluppo. «Molte piante – sottolinea il primo cittadino – hanno subito lesioni al fellogeno, la cosiddetta “mama”, cioè il tessuto meristematico necessario per la rigenerazione del sughero. Il danno rischia, dunque, di compromettere la capacità produttiva delle piante, con conseguenze che potrebbero protrarsi nel tempo».
Toni Bosu non crede che si sia trattato di un furto occasionale o di un episodio passato inosservato. «Per decorticare 260 piante – osserva – sono necessari tempo, organizzazione e mezzi. È difficile pensare che un'operazione di queste dimensioni possa essere stata portata a termine senza che nessuno si sia accorto di nulla. Possibile – si chiede il sindaco – che nessuno abbia visto le piante decorticate? Possibile che nessuno abbia ritenuto opportuno segnalare quanto stava accadendo, permettendo magari di intervenire prima che il danno diventasse così grave?».
Oltre all’indignazione, il sindaco non nasconde l’amarezza. «Oltre al danno materiale – scrive nella lettera aperta – resta l'amarezza per un gesto che colpisce l'intera comunità. La sughereta è, infatti, un patrimonio collettivo, una risorsa che appartiene a tutti noi. A chi ha commesso il furto – aggiunge – voglio ricordare una cosa semplice: quei pochi soldi ricavati dalla vendita del sughero sottratto sono risorse tolte alla nostra comunità che il Comune avrebbe potuto destinare ai servizi, alle scuole, all'assistenza degli anziani e alle necessità dei nostri cittadini. Confidiamo – conclude il sindaco – nel lavoro degli organi competenti affinché si possa fare piena luce sull'accaduto individuando i responsabili».
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