Il giovane eroe: ho salvato 4 persone in balìa della piena

Le storie di coraggio e di generosità tra chi spala il fango: benefattori anonimi che compiono grandi gesti di altruismo

OLBIA. I supereroi hanno le sembianze miti di una donna dall’aria minuta, e di un ragazzone dal cuore enorme e dalle braccia d’acciaio. Eroi anonimi che hanno salvato vite umane, un gesto di straordinaria semplicità.

Anna Sulis tiene tra le mani una cassetta carica di omogeneizzati. Aiuta i dipendenti del supermercato Simply di via Barbagia a ripulire il locale dal fango. «Sono care persone – dice –. Io abito qua sopra e vengo sempre al Simply a fare la spesa. Per me loro sono amici. E oggi li ho visti al lavoro. Ho deciso di aiutarli. Sono venuta giù e mi sono data da fare». Ma ad Anna i dipendenti del supermarket devono la vita. La donna ha visto l’onda di piena che saliva e ha deciso di mettere a disposizione la sua casa. «Ho visto davanti al supermarket Giusi, Mara, signor Franco il macellaio e anche un signore che passava per strada. Ho pensato che fossero in pericolo e ho detto loro di salire a casa. Abito al primo piano, è in alto. Siamo rimasti per tutta la notte insieme. Ho pensato che tanto in casa siamo già in quattro e ospitare qualcuno non cambiava molto. L’acqua era già alta ed era diventato difficile muoversi. Abbiamo passato tutta la notte in casa insieme e anche una parte della mattina. Anche se sono subito mancati la luce e l’acqua. Non ci vedo nulla di strano. Così come oggi ho deciso di dare una mano a chi è in difficoltà. Mi è sembrato naturale mettere i guanti e dare il mio contributo».

A pochi metri di distanza, nella parallela via Iglesiente, c’è un altro eroe anonimo. Patrick Russel. Un ragazzo di oltre un metro e 90, ha portato in salvo i genitori, la sorella tetraplegica e un vicino di casa. Erano intrappolati al piano terra della loro abitazione. «Mi ha chiamato mia madre verso le 18 – racconta –, ero a lavoro. Mi ha detto che era preoccupata perché il livello dell’acqua continuava a salire ed era già arrivata all’ultimo gradino dell’ingresso. Sono tornato di corsa a casa. Era già il caos. Ho dovuto lasciare la macchina a 300 metri di distanza. Sono entrato dentro la via mentre l’acqua continuava a salire. Dalle caviglie alla vita, al petto. Ho fatto uscire dalla finestra prima mia sorella, poi i miei genitori. Li ho portati sulle spalle al sicuro. Ho visto il nostro vicino di casa, il signor Bonomo, chiedeva aiuto. Ho attraversato la strada, sono riuscito ad afferrarlo e a tirarlo fuori da casa sua. Sentivo anche gli altri vicini che chiedevano aiuto, ma a quel punto l’ondata di fango travolgeva tutto. Erano aggrappati a un tubo che sorregge la tenda dietro la finestra. Ma non sono riuscito a raggiungerli. Sono stati salvati dalla guardia di finanza, che con un chiattino e con le scope hanno remato fino a raggiungere la casa. Li hanno caricati su e portati in salvo. Ma erano già da tanto tempo erano rimasti immersi nell’acqua gelida. So che li hanno ricoverati in ospedale».

Patrick non si sente un eroe. «Ho solo agito di istinto. Ho pensato a cosa potevo fare per salvare tutti. Ero preoccupato per i miei genitori – conclude –. Ora inizia il momento più difficile. Mi guardo intorno e vedo solo distruzione. Ora ripenso al pericolo che abbiamo corso e quanto siamo fortunati. Le nostre cose sono andate distrutte, ma quasi non importa. I miei genitori mi hanno raccontato i momenti di terrore che hanno vissuto. All’inizio la pioggia aveva invaso solo la sede stradale. All’improvviso è tutto come impazzito. L’acqua ha iniziato a uscire dai rubinetti e dagli scarichi. Sembrava un film horror. L’acqua entrava dappertutto. Una marea inarrestabile. Quando sono arrivato a casa era già tutto allagato, siamo fuggiti appena in tempo. Abbiamo visto alle nostre spalle la porta di ingresso esplodere spinta dalla pressione di un fiume di fango che si era mangiato tutta la strada». Finisce di raccontare e riprende in mano la pala. Continua a spalare fango nella via fuori dalla sua casa. Ma sono tanti gli eroi anonimi che hanno messo a rischio la loro vita per salvare anziani e bambini in difficoltà. (l.roj)

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