Colpo in un circolo, i ladri sono i gestori
Arrestata dai carabinieri una coppia tempiese. Ma l’avvocato della ragazza dice: «Marginale la sua posizione»
TEMPIO. Nuova spaccata ai danni di un circolo ricreativo cittadino (la terza consecutiva dopo il Friend’s e l’Agip) nella notte fra il 30 aprile e il 1° maggio.
A compierla però, con grande “sorpresa” dei carabinieri, allertati da alcuni cittadini, insospettiti dai rumori che giungevano dall’interno del locale ormai chiuso per la fine dell’orario lavorativo, sarebbe stato questa volta lo stesso gestore del locale.
Un circolo ricreativo di via Verdi, di recentissima apertura (da non confondere con un altro circolo, operante sulla stessa via da oltre 20 anni), gestito da Francesco Bionda, 41 anni, trovato assieme alla 22enne Federica Cossu, sua dipendente, con circa 1.500 euro, che sarebbero stati prelevati da quattro slot machine del locale precedentemente sottoposte ad effrazione.
«Sorpresi in flagranza di reato - dice un comunicato del comando provinciale dei carabinieri - i due sono stati tratti in arresto per furto aggravato in concorso fra loro e, dopo le formalità di rito, ristretti agli arresti domiciliari».
Ieri mattina, il sostituto procuratore della Repubblica, Roberta Guido, cui era stato inviato un dettagliato rapporto sull’accaduto, ha deliberato di rimettere in libertà sia Francesco Bionda, difeso dall’avvocato Giovanni Angelo Mura, sia Federica Cossu, difesa da Marco Petitta, senza alcuna misura cautelare nei loro confronti. La dottoressa Guido si è invece riservata di fissare la data per l’udienza di convalida dell’operato dei militari.
«La posizione della mia cliente - ha dichiarato, ieri mattina, l’avvocato Marco Petitta - è risultata del tutto marginale. La ragazza, dipendente del circolo, si è trovata, infatti, nel posto sbagliato al momento sbagliato. Se comunque si dovesse mai arrivare a un dibattimento, la sua estraneità ai fatti contestati verrà dimostrata nella sua pienezza».
Giovanni Angelo Mura, difensore di Francesco Bionda, che avanza qualche dubbio sulla ricostruzione dell’episodio fatta dai carabinieri e sulla flagranza di cui parla il comunicato emesso sulla vicenda dal comando provinciale dell’Arma, si riserva di intervenire «dopo un attento esame degli atti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
