Uggias: senza Europa Sardegna ai margini
Unico rappresentante dell’isola nel parlamento di Strasburgo, l’esponente dell’Idv presenta il bilancio di fine mandato
OLBIA. Senza una programmazione regionale, la Sardegna resterà ai margini dell’Europa. «Abbioamo costruito strumenti e messo a disposizione risorse, occorre la capacità di cogliere queste occasioni e la capacità di spendere a beneficio dello sviluppo». Giommaria Uggias, parlamentare uscente dall’assemblea di Strasburgo, esponete dell’Italia dei Valori, traccia un bilancio di fine mandato e rilegge il lavoro messo a punto per l’isola nei cinque anni. «Da gennaio si è aperta la nuova stagione programmatoria europea nella quale fino al 2020 sono disponibili 30 miliardi. Ma l’Italia ancora non ha delineato un percoso che attraverso i Por ci consenta di mettere a frutto quelle risorse».
Due progetti. Uggias, esponente di punta dell’Idv, si ripresenta candidato al consiglio europeo, con un obiettivo: «Per l’intera Sardegna tante emergenze da affrontare, dall’Alcoa a Meridiana, ma occorre avere una rappresentanza in Europa per difendere e tutelare le nostre aspettative, per far ripartire l’economia e costruire occasioni di lavoro». Primo sardo a tornare sui banchi dell’Europa dopo vent’anni, Giommaria Uggias, ricorda due iniziative nate anche dal proprio impegno. Il progetto “Orizzonte 2020”, con una dotazione di 80 miliardi per le università e gli enti di ricerca a favore della costruzione di progetti innovativi. Poi l'Industrial Compact con 100 miliardi vincolati (che riguarda da vicino anche la Gallura) da destinare ai settori dell'acciaio, alla cantieristica navale, per la sicurezza, il turismo e infine il settore dell'automazione industriale.
Imprese assenti. Con accento critico sulla intrapresa istituzionale dell’isola, Uggias commenta: «Avere queste risorse e non riuscire a bloccare l'avanzata della disoccupazione è una bestemmia». Ma anche le imprese, dice, si distinguono come «oggetto misterioso del sistema». Aggiunge: «Devono pensare a occupare meno le poltrone e a creare occupazione, sfruttando le opportunità che arrivano dalla programmazione europea».
Galsi. Uggias guarda da vicino alcune delle grandi vertenze (ormai emergenze) dell’isola. Severa la valutazione sul Galsi: «L'assessore regionale all'Industria Maria Grazia Piras, dice che il gasdotto Galsi non si farà più e che la Regione ha deciso di archiviare il progetto. Ma purtroppo la giunta precedente ha perso almeno un anno, il tempo inutile passato da quando io stesso, il 13 gennaio del 2013, spiegai i motivi per cui il gasdotto non si sarebbe più potuto realizzare». Un anno perso anche nella programmazione di una nuova politica energetica».
E.On. Duro sulla vicenda E.On. «La centrale di Porto Torres diventa l'emblema tragico della finanza che prevale sull'economia della produzione e del lavoro – ha detto Uggias – . Parliamo di una centrale acquistata da una grande azienda tedesca che si era impegnata a fare le bonifiche e rilanciare la produzione, ma hanno preferito altro: hanno cartolarizzato, venduto le azioni e guadagnato dalla finanza senza mai fare le bonifiche e gli investimenti promessi. Il risultato è un ferro vecchio dell'industria, con la speculazione che ha creato solo cassa integrazione e licenziamenti sul nostro territorio».
Meridiana. Dopo avere sottolineato i rischi per ambiente e consumo del territorio che derivano dalle speculazioni sugli Ogm (l’Europa ancora non è riuscita imporre il divieto delle coltivazioni) e ricordato che la Sardegna non è stata inclusa nella rete transnazionale dei trasporti per mancanza di un Piano regionale, Uggias, si è soffermato sul caso Meridiana. «Trovo vergognoso che molti non vogliano parlare di Meridiana. Come se non sapessero cosa Meridiana significa per Olbia, la Gallura e la Sardegna:mentre qui abbiamo 1500 persone che rischiano il posto di lavoro, si tratta la questione come quella di una piccola impresa davanti a una semplice crisi occupazionale».
Non voto. Di fronte a queste emergenze e opportunità, l’europarlamentare ribadisce: «La rappresentanza politica è l’unico scudo contro le speculazioni e che dà garanzie di tutela». Premesse per picchiare duro contro il “partito del non voto" per le Europee. «Una banda di idioti – sferza Uggias – perché fingono di non sapere che altri, i centri di potere, le lobby prenderanno le decisioni calpestando gli interessi della Sardegna. Io sto dalla parte dei cittadini».
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