Olbia, banda di ragazze pesta una minorenne
Bullismo al femminile: tre diciottenni denunciate dalla squadra anticrimine della polizia. Vittima una sedicenne, aggredita per due volte
OLBIA. Bulle e picchiatrici. Ragazze che non hanno paura di niente e nessuno, che minacciano le loro vittime e che arrivano a vantarsi delle loro imprese anche su Facebook.
Ma la sezione anticrimine della polizia, che ha lavorato a lungo su questo intricato e complesso caso, ha scoperto e fermato la baby gang di diciottenni. Per il momento ne sono state denunciate tre per lesioni e violenza privata, ma non si esclude che gli investigatori possano riuscire ad allargare il cerchio.
Che ci fossero giovanissime piuttosto aggressive in giro, gli uomini del commissariato guidato dal dirigente Fernando Spinicci, lo sapevano da un pezzo. E un notevole aiuto lo ha fornito loro una ragazzina di 16 anni (che ora si è trasferita in un’altra città della Sardegna) che è stata picchiata e minacciata dalla banda in rosa per due volte.
Tutto per ragioni di gelosia. La ragazza che sembra ricoprire nel gruppo il ruolo del “boss” si sarebbe infatti convinta che la minorenne si fosse invaghita del suo compagno. La realtà, però, dovrebbe essere ben diversa. In quanto, gli investigatori dell’anticrimine, hanno appurato che l’adolescente si limitava semplicemente a chattare con il fidanzato della capobanda senza nessun secondo fine.
La baby gang, però, aveva un’idea di questa amicizia on line completamente diversa e, quindi, ha deciso di picchiare la ragazzina. Lo ha fatto una prima volta per la strada. Tre contro una, e pugni e calci a non finire. Aggiungendo una serie di minacce verbali piuttosto dure. Le picchiatrici non si sono fermate qui. Hanno aspettato una seconda occasione e, all’interno di un popolare locale cittadino frequentato da molti giovani, hanno pestato ancora la minorenne all’interno del bagno.
Non si poteva andare avanti in questo modo e così la giovane vittima di aggressioni e atti di bullismo continui si è rivolta al commissariato di via Copenaghen.
Non è stato facile, per i poliziotti dell’investigativa, risalire alle tre ragazze. Su una e sulla sua identità non c’erano dubbi (è stata da poco arrestata dai carabinieri per storie di droga), sulle altre due, entrambe sono studentesse, c’era invece la necessità di raccogliere più elementi possibili per incastrarle. Il traguardo è stato alla fine raggiunto: la baby gang è stata scoperta e sono scattate le denunce.
La polizia ha poi scoperto che la banda non si limitava ad aspettare al varco la ragazzina e a pestarla, ma attraverso Facebook la minacciava. Non è tutto. La gang, infine, elencava con soddisfazione (sempre sul social network )i suoi successi all’insegna dell’aggressività.
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