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Olbia

Castiglia: «Vaccinare contro la meningite»

Castiglia: «Vaccinare contro la meningite»

Appello dell’esperto di Igiene dopo il nuovo caso in città. La bimba di 10 mesi rimane in Rianimazione

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OLBIA. Come una piccola guerriera lotta per vincere la sua battaglia per la vita. Restano stazionarie e gravi le condizioni della bambina di 10 mesi colpita da meningite e da cinque giorni ricoverata nel reparto di Rianimazione di Sassari. È stata invece dimessa la sorellina gemella. I controlli a cui era stata sottoposta nel reparto di Pediatria del Giovanni Paolo II di Olbia hanno dato esito negativo. La piccola è ritornata a casa dai genitori.

Il nuovo caso di meningite meningococcica in Sardegna riaccende i riflettori sull’importanza della prevenzione. «Lo scorso dicembre, sempre a Olbia, una bimba di tre anni era stata colpita da una forma di meningococco di tipo B ed era morta – ricorda Paolo Castiglia, professore ordinario di Igiene dell’università di Sassari e componente del gruppo vaccini Sitl –. Un altro caso è stato registrato a gennaio a Mandas, quando una bimba di 4 anni è deceduta per una forma fulminante. E può ancora succedere. Nè l’attuale possibilità di fare una rapida diagnosi, nè una tempestiva terapia antibiotica ai primi sintomi, possono scongiurare la precipitosa progressione della patologia. Per questo è necessario un impegno comune delle famiglie, della classe media e delle istituzioni per sviluppare una cultura delle vaccinazioni che ancora oggi trova alcune resistenze». Castiglia insiste sulla prevenzione e sulla necessità che le armi a disposizione contro la meningite vengano usate. «I vaccini sono lo strumento che ha permesso l’eradicazione del vaiolo, l’eliminazione o il controllo di alcune malattie che nello scorso secolo hanno causato milioni di vittime – aggiunge l’esperto –. Nello specifico della meningite menincococcica si deve dire con chiarezza che le armi a disposizione per difendersi da questa patologia non mancano. Da poco ai vaccini contro il meningococco A, C, W135 e Y si è aggiunto quello contro il B. Quest’ultimo sierogruppo, nel corso dei primo anno di vita, è il responsabile del maggior numero di casi. La recente raccomandazione degli esperti del board del “Calendario per la vita” , offrire la vaccinazione contro il meningococco B gratuitamente, ha iniziato a trovare riscontro in alcune regioni. Solo così si può sconfiggere la meningite. Occorre seguire questa strada per garantire una adeguata protezione contro una insidia ancora attuale per la salute della popolazione». (se.lu.)

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