Ancora auto bruciate e ritorna la paura
Via Marmilla, per la polizia pochi dubbi sulla matrice dolosa del pauroso rogo che due sere fa ha distrutto tre mezzi
OLBIA. L’attentato di via Marmilla nel quale due sere fa sono state bruciate tre auto conferma che la città sta tornando a una triste “normalità” sotto il profilo dell’ordine pubblico dopo qualche mese in cui l’alluvione sembrava aver bagnato anche le polveri e le bottiglie incendiarie dei criminali. I segnali della ripresa degli atti intimidatori erano già evidenti da tempo e ora è arrivata la ratifica. Perché anche gli uomini della polizia di Stato, che stanno lavorando sul nuovo brutto episodio manifestano ben pochi dubbi sulla matrice dolosa, pure in assenza di segni evidenti che i vigili del fuoco non hanno riscontrato.
Sono infatti diversi gli elementi che messi insieme fanno pensare a un’intimidazione o a una vendetta nei confronti della famiglia Fattucci, nota nel settore dell’imprenditoria edile, oltre a qualche testimonianza secondo la quale delle persone sono state viste scappare in motorino poco prima che le fiamme attaccassero le lamiere dei mezzi. Gli abitanti del civico 34 se la sono vista davvero brutta e hanno vissuto attimi di autentico terrore dopo essere stati svegliati dalla serie di esplosioni e dall’odore acre di plastica e gomma bruciata. Dopo che ignoti hanno appiccato il fuoco alle due auto della famiglia Fattucci, proprietaria della costruzione, parcheggiate nel cortile coperto sotto la costruzione, una Volkswagen Touran e una Fiat Punto andate completamente distrutte, si è temuto che il forte calore sprigionato dalle fiamme creasse gravi danni alla struttura della palazzina, evento per fortuna escluso. Il fuoco ha provocato danni anche alla Chrysler Voyager di un altro inquilino parcheggiata a fianco.
Via Marmilla sembra esser stata colpita da una maledizione. La traversa di via Roma è la stessa al cui incrocio qualche anno fa avvenne un attentato rimasto stampato nella testa degli olbiesi, quello in stile medioriente che distrusse il Korova Milk. Per la sua posizione, via Marmilla è anche una delle zone che rimase allagata in occasione del ciclone Cleopatra. E ora un nuovo attentato che avrebbe potuto provocare danni ben peggiori.
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