Chiusura forzata per la mensa dei poveri
Le volontarie vincenziane: «Da oggi niente più pasti caldi. Costrette a rispettare una sentenza»
di Stefania Puorro
OLBIA
Chiusura forzata per la mensa dei poveri di via Angioy. Le volontarie vincenziane, purtroppo, non hanno avuto scelta e sono costrette a comunicare ai tanti ospiti in difficoltà, che da oggi troveranno le porte sbarrate. Non c’è più la possibilità di offrire un pasto caldo, almeno per il momento. E non per mancanza di volontà. Sono le stesse volontarie vicenziane che gestiscono la mensa, a dare infatti una spiegazione. «Il giudice (e c’è una precisa sentenza alla quale non ci possiamo certo opporre) ha dato ragione ad alcuni condomini che contestavano il nostro passaggio in un’area esterna privata nella quale, da anni, sistemiamo le bombole del gas che alimentano la cucina. Non può entrare più in quell’area il bombolaio, e non possiamo andarci nemmeno noi. Nello stesso tempo, per problemi di sicurezza, non è possibile portare le bombole all’interno della sala. Ecco perché siamo state obbligate a chiudere la mensa e, a malincuore, a informare tutti coloro che ogni giorno vengono da noi».
No, non c’era purtroppo nessuna alternativa. «Ma un’alternativa, adesso, bisogna assolutamente trovarla - dice ancora il gruppo delle volontarie vincenziane-: ci sono famiglie, giovani, persone anziane in gravi difficoltà economiche che fanno affidamento sulla mensa. Un servizio indispensabile che viene improvvisamente a mancare. Ecco perché lanciamo un accorato appello alle istituzioni e a chiunque potesse darci una mano. Questa grave situazione che si è venuta a creare, deve essere assolutamente risolta. O si trovano altri locali, nell’immediatezza, che possano diventare la nuova mensa dei poveri, o si deve cercare un rimedio».
Da anni e anni ormai, le volontarie vincenziane, con il loro calore e il loro grande spiritito di solidarietà, si sono alternate giorno dopo giorno in via Angioy. Ma non solo per consentire ai poveri di poter mangiare, ma anche per donare sorrisi e speranze. E tutto questo non può certo svanire.