Il vescovo: non dimenticate gli alluvionati
Lettera di Sanguinetti ai pellegrini che raggiungeranno a piedi Luogosanto da Calangianus: serve ancora tanto aiuto
CALANGIANUS. «Pregate perché non si spenga la luce e il calore della nostra carità verso le popolazioni colpite dall’alluvione del 18 novembre»: questa la consegna affidata alla lettera del vescovo Sebastiano Sanguinetti e inviata ai pellegrini che parteciperanno nella notte fra il 1° e 2 giugno al pellegrinaggio a piedi, promosso da Comunione Liberazione, da Santa Giusta alla basilica di Nostra signora di Luogosanto. Dopo averli ringraziati «per la costante perseveranza in un’esperienza di fede e di devozione alla Vergine , giunta al suo 33° anniversario» il vescovo così prosegue: «Aggiungo alle vostre intenzioni un’altra comunitaria, che io porto nel cuore e che sicuramente non è estranea al vostro. Sono passati sei mesi da quel tragico 18 novembre, con la sua devastante scia di morte e di distruzione. Le ferite lasciate dall’alluvione sono tuttora aperte e sanguinanti: le tante vite rubate, le centinaia di famiglie sfollate che ancora non possono rientrare nelle loro abitazioni, i danni materiali alle case, ai ricordi più cari e ai luoghi di lavoro, i traumi psicologici di chi in un attimo ha visto la morte in faccia e andare in fumo i frutti del lavoro di una vita, le nubi oscure sul futuro per l’impossibilità di far fronte alle spese per la ricostruzione, la rabbia per vedere disattese le promesse di aiuto da parte dello Stato. I familiari delle vittime, le migliaia di persone- prosegue la lettera - che portano le ferite dei danni materiali e psicologici hanno ancora bisogno della prossimità e della solidarietà di tutti noi. Se tragici sono stati i momenti della prima emergenza, con una straordinaria e confortante catena di solidarietà, non meno dura è questa fase, quando tutti i riflettori dell’opinione pubblica si sono spenti, ma rimangono gli esiti della distruzione e si allungano i tempi del ritorno alla normalità. La carità della preghiera, innanzitutto -sollecita monsignor Sanguinetti-. E quale momento migliore di questo pellegrinaggio ai piedi della Regina della Gallura, per presentare alla sua potente intercessione il grido di tanti fratelli e sorelle che ancora soffrono Ma anche la carità delle opere. La Caritas diocesana, con il suo centro di coordinamento, e le Caritas parrocchiali di Olbia, grazie all’opera di tanti volontari, continuano il loro servizio di ascolto, di vicinanza, di aiuto concreto alle persone e alle famiglie. Sentiamoci tutti parte viva e attiva di una Chiesa diocesana, che in questa triste circostanza ha ancor più riscoperto la sua dimensione caritativa. Ognuno vedrà e saprà come esprimere i propri sentimenti e la propria disponibilità interiore».