La Nuova Sardegna

Olbia

Porto Rotondo, caccia agli abusi edilizi

Porto Rotondo, caccia agli abusi edilizi

Sono decine le ville ispezionate dalla task force inviata dal procuratore Domenico Fiordalisi

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PORTO ROTONDO. I presunti abusi edilizi segnalati in diverse ville e appartementi di Porto Rotondo sono finiti nel mirino del procuratore della Repubblica di Tempio Domenico Fiordalisi, che da ieri ha avviato una serie di accertamenti nel centro turistico. Il magistrato, dove aver effettuato personalmente (accompagnato dagli uomini della polizia giudiziaria) sopralluoghi riservatissimi in diverse località della Costa gallurese ha aperto il nuovo “fronte anticemento” inviando i suoi ispettori nel centro turistico più blasonato e nobile della Gallura, il bordo sardo-veneto di Porto Rotondo. Da ieri una squadra di investigatori, progetti alla mano, ha avviato i controlli in diverse ville che, di recente, hanno completato ( o stanno per completare) lavori di ampliamento o ristrutturazione richiesti all’ufficio tecnico comunale di Olbia, dal quale hanno ottenuto una regolare autorizzazione ma non la successiva visita ispettiva di fine lavori. Gli immobili finiti sotto verifica sarebbero una decine e comprendono abitazioni i cui lavori fuori norma sarebbero già segnalate e denunciati all’autorità giudiziaria che avrebbe dichiarato tolleranza zero all’abusivismo edilizio, ponendo sotto sequestro immobili di pregio ritenuti, sinora, intoccabili. Il nuovo corso della Procura è stato attuato dal procuratore capo Domenico Fiordalisi, magistrato non nuovo alle campagne di tutela ambientale e paesaggistica e che ha avviato anche in Gallura – dopo la sua dirompente permanenza alla Procura di Lanusei – il suo progetto di demolizioni programmate seguendo il filone delle case abusive per le quali è già stato disposto, e mai attuato, un provvedimento di abbattimento deciso da una sentenza di tribunale. I controlli a tappeto avviati ieri mattina a Porto Rotondo dagli uomini della polizia giudiziaria della Procura della Repubblica (un nucleo composto da agenti della polizia di Stato, carabinieri e forestali) dovrebbero proseguire per diversi giorni. Per ogni ispezione sarà redatto un verbale di accesso da consegnare al magistrato il quale, sulla base dei rilievi effettuati e delle eventuali discrepanze dai progetti originali o dalle richieste di varianti in corso d’opera (se previsti e legittimati), agirà di conseguenza. Nel frattempo le ruspe della Procura restano ferme sino ai primi giorni di Settembre, quando dovrebbero riprendere le demolizioni non soltanto sull’isola della Maddalena, ma anche nelle località che, in questi giorni, sono state visitate dal magistrato inquirente e nelle quali insistono manufatti abusivi in odore di abbattimento.(g.p.c.)

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