La Nuova Sardegna

Olbia

Porto Rotondo, rottura tra i consorziati

di Giampaolo Meloni
Porto Rotondo, rottura tra i consorziati

Il gruppo Domani contesta la gestione da parte del Cda: «Si deve tornare agli obiettivi originari. I servizi al Comune»

3 MINUTI DI LETTURA





PORTO ROTONDO. Compiti originari, revisione dello statuto, pari opportunità nelle decisioni. Sono gli obiettivi di una parte dei Consorziati, il gruppo Porto Rotondo Domani. Questioni aperte da tempo ma ora il popolo dei consorziati di Porto Rotondo si spacca apertamente, con valutazioni e proteste che varcano la sala delle assemblee e acquistano rilievo pubblico, anche perché chiamano in causa in modo diretto il Comune di Olbia che su Porto Rotondo ha pertinenze amministrative ma in larga parte solo teoriche.

«Non servono, non bastano le iniziative programmate pere i 50 anni di Porto Rotondo – attacca Mario Vittorio Corrias – portavoce del gruppo Domani- Il Programma è stato definito dal conte Donà come orientato al "rilancio" della località e potenzialmente in grado di richiamare e far tornare ospiti illustri, o mondanamente noti, del passato portorotondino.Oggi Porto Rotondo,come tutto il resto della Sardegna e dell'Italia, risente di una crisi economica che ha fortemente influenzato, e probabilmente definitivamente cambiato, il modo di fare vacanza. Certamente si ha necessità più che di un Programma ludico (con esibizioni di sbandieratori e falconieri !?),di pronte azioni ed attenzioni sulle fognature,strade, parcheggi. Da parte nostra possiamo solamente condividere quanto il conte Donà ha detto definendo il Programma"…. una valida offerta per i turisti"». Insomma, nessuna risposta alle aspettative dei Consorziati? «Per noi il Cinquantenario è totalmente auto celebrativo, un'occasione mancata per studiare e proiettarsi razionalmente nel futuro».

Ma il nodo vero delle obiezioni è altrove. «Il disagio crescente – spiega Alberto Latroffa, coordinatore del gruppo Porto Rotondo Domani – è la gestione del Consorzio, sono gli indirizzi e obiettivi nel tempo modificati, o ignorati ,rispetto alle origini, nell'impiego dei mezzi economici a disposizione e derivanti dalle quote che ogni anno i Consorziati pagano». Il primo richiamo è al Consiglio di amministrazione, «chiamato a perseguire gli obiettivi che il Consorzio si era dato alle origini, realizzando e assicurando la manutenzione di strade,fognature,acquedotto,illuminazione ed altri servizi pubblici».

Opere o servizi eseguiti dal Consorzio, vengono finanziati con le quote annuali pagate dai Consorziati, con un onere individuale, spiega il gruppo Domani, pari circa alle tasse statali e comunali( Ici,Imu,Tasi ecc. ecc.) che gravano su chiunque possegga un immobile a Porto Rotondo , e che quindi ogni Consorziato paga.

Il punto dolente per i Consorziati non è tanto, o solo, il pagare due volte gli stessi servizi ma dover subire un doppio torto : «Dal Consorzio, che gestisce l'attività e si dà indirizzi, con decisioni prese da un piccolo gruppo (forte solo del controllo di un numero di voti determinante) e senza minimamente preoccuparsi di sentire il parere dei Consorziati. E dal Comune di Olbia, il quale dovrebbe istituzionalmente assicurare tutti i servizi essenziali e da tempo essersi preso in carico quelli di Porto Rotondo,e invece sembra essere totalmente assente, salvo incassare le tasse». Ma sulle questioni statutarie il fronte si è ulteriormente diviso, spiega l’avvocato Federico Diletti. Da una roiunione dello scorso settembre: «Nel confronto, a fronte di pochi e non definitivi punti di intesa, si sono evidenziati due modi d'intendere il Consorzio, i suoi obiettivi primari ineludibili e la sua gestione, molto lontani anche se di non impossibile conciliazione: da una parte (CdA) una assoluta difesa di qualunque cosa potesse modificare la situazione attuale. Dall'altra (rappresentanti dei consorziati) il tentativo di riportare il Consorzio agli obiettivi originari di urbanizzazione, e di passaggio nel tempo al Comune di Olbia dei servizi erogati. Ma la discussione è stata ritenuta esaurita. Una situazione spiacevole, perché nel Consorzio l’adesione è obbligatoria e con il vincolo a non uscire».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Scuola

Meloni: «Tetto agli studenti stranieri in classe e stop a burqa e niqab a scuola»

Le nostre iniziative