La Nuova Sardegna

Olbia

Amministratori in trincea: il San Raffaele non si tocca

di Marco Bittau
Amministratori in trincea: il San Raffaele non si tocca

Il sindaco e i capigruppi: «Vigileremo sui tempi per l’attuazione del progetto» C’è il pericolo che eventuali lungaggini possano far allontanare gli investitori

27 maggio 2014
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OLBIA. «Giù le mani dal San Raffaele», sembrano dire gli amministratori olbiesi dal profondo della trincea. Già, perché intorno al nuovo ospedale d’eccellenza si sente forte quello stesso «odore di nemici» di cui parlava anni fa un popolare allenatore di calcio. Nemici in agguato lungo l’asse Cagliari-Sassari per difendere a qualunque costo assetti ed equilibri della sanità regionale oggi minacciati dal maxi progetto olbiese.

Il primo segnale d’allarme era stato lanciato dal deputato Gian Piero Scanu, venerdì scorso, alla tavola rotonda sulla zona franca, organizzata dal Pd. «Giù le mani dal San Raffaele», appunto. Ieri mattina, invece, è scesa in campo l’amministrazione comunale quasi al completo, sindaco e capigruppo di maggioranza e opposizione. Tutti insieme per difendere da tentativi di ostruzionismo e da mire speculative il nuovo ospedale che sarà portato a compimento grazie ai petrodollari messi sul piatto dalla Qatar foundation.

Annunciando le barricate, gli amministratori comunali hanno anche raccontato cosa diventerà il nuovo ospedale dopo l’accordo dello scorso 21 maggio: «Sarà un centro di eccellenza per la ricerca di livello nazionale e internazionale, orientato anche allo studio di malattie come diabete e talassemia». «I soggetti interlocutori per l'acquisizione – ha spiegato il sindaco Gianni Giovannelli – hanno sicuramente gli strumenti finanziari per far sperare nella ripresa dei lavori e l'apertura della struttura. Parliamo di circa mille posti di lavoro e di un'attività che potrebbe praticamente azzerare la mobilità passiva. Un treno che non possiamo perdere, per questo motivo tutti i gruppi del consiglio comunale, sia di maggioranza che di opposizione, hanno attivato il percorso per evitare di abboccare a qualsiasi strumentale tentativo di allungare i tempi e far allontanare gli investitori. Spero nessuno si metta di traverso». Chiarissimo anche Stefano Giua, presidente della commissione comunale per la sanità: «È opportuno stare attenti a derive che possono arrivare da Cagliari e Sassari, i due poli forti della politica e della sanità in Sardegna». Una cosa è certa, il Comune farà tutto il possibile per agevolare l’investimento (1,2 miliardi di euro) sull’ospedale ex San Raffaele. La nuova struttura, se tutto andrà come previsto, dovrebbe aprire il prossimo 20 marzo 2015 e per il futuro di Olbia sarà un punto di svolta. «Al di là dei numeri sui posti letto ospedalieri in base alla popolazione, che penalizzano il nostro territorio – ha concluso il sindaco Giovannelli – non è immaginabile rinunciare a un centro di eccellenza di livello mondiale, in grado di compiere ricerca e fornire risposte a malattie come il diabete e la talassemia e porre fine ai viaggi della speranza dei cittadini della Sardegna. Allo stesso modo non è immaginabile rinunciare a un grande progetto economico che si traduce in sviluppo e nuova occupazione».

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