Bionda: se non sono gradito, me ne vado
Il risultato delle tensioni in maggioranza tra il consigliere del Pd e gli assessori Cossu e Monteduro. Minoranza all’attacco
TEMPIO. L’ultima riunione del consiglio comunale dedicata, in apertura, all’esame del conto consuntivo del 2013, (approvato con 15 voti favorevoli, 2 astenuti e 5 contrari) è stata contraddistinta in diversi momenti, da scontri verbali abbastanza aspri e spigolosi fra l’esecutivo e l’opposizione e fra il consigliere Vanni Bionda del Pd e gli assessori Roberto Cossu e Gianni Monteduro, dimostratisi insofferenti alle richieste di chiarimenti presentate da un componente della loro stessa maggioranza, quale Vanni Bionda è. A farsi interpreti del disagio che quella seduta ha provocato sono stati ieri, con due note diverse Anna Paola Aisoni, della “Civica” per Tempio, il consigliere Tato Usai di “Alternativa per Tempio” e lo stesso Vanni Bionda. Quest’ultimo ha dichiarato che «i due assessori hanno evidentemente la coda di paglia. Io, vivo il mio incarico di consigliere comunale come un servizio di volontariato sociale. Se questo servizio non è più gradito non ho nessuna difficoltà a staccare la spina». Bionda, che si dice felice ed onorato per tutti gli attestati di solidarietà che gli sono pervenuti, non ha voluto specificare però, quando deciderà il distacco. Durissimi invece, sull’episodio, i consiglieri Anna Paola Aisoni e Tato Usai. «La reazione degli assessori Roberto Cossu e Gianni Monteduro alle richieste del consigliere Vanni Bionda - scrive la Aisoni -, è stato una rappresentazione deplorevole di miseria umana. Coerenti con la loro interpretazione della democrazia (giunta democratica per Frediani), nell’assoluta indifferenza del sindaco, hanno letteralmente aggredito con toni e parole inaccettabili, anche in una riunione condominiale, un loro “compagno” di maggioranza che ha osato dichiararsi in modo peraltro garbato,) non in accordo con quanto presentato dalla giunta. L'aggressione al consigliere Bionda al quale ho espresso personalmente la mia solidarietà, esprime pienamente e tristemente lo spessore umano di chi sta guidando la nostra città». «Gli atteggiamenti di questa sgangherata maggioranza, alla quale, fra le altre cose, manca totalmente il tanto conclamato senso democratico - scrive invece Tato Usai - non mi meravigliano più. Attendo con gioia e con un senso di liberazione l’ormai vicina scadenza del suo mandato».
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