La Legacoop chiede aiuto: «Dobbiamo salvare l’Rsa»
OLBIA. La Legacoop Nord Sardegna interviene sulla vicenda dello sciopero che ha interessato la Cooperativa La Fenice ed i lavoratori della Rsa Sole di Gallura. «I soci della Cooperativa la Fenice...
OLBIA. La Legacoop Nord Sardegna interviene sulla vicenda dello sciopero che ha interessato la Cooperativa La Fenice ed i lavoratori della Rsa Sole di Gallura. «I soci della Cooperativa la Fenice – dice il presidente di Legacoop Benedetto Sechi – sono tempo impegnati per ricercare soluzioni che consentano di mantenere i livelli occupativi, risultato finora riuscito, e riallineare i pagamenti degli stipendi, senza indebitare oltremodo la cooperativa» .
Detto questo Sechi però sottolinea come «non corrisponde al vero che i lavoratori non percepiscono lo stipendio da 11 mesi, visto che nessun lavoratore ha trascorso periodi superiori ai due mesi senza percepire lo stipendio o quantomeno acconti. L'ultima mensilità completa è stata erogata il 18 di maggio». Sempre secondo Sechi «non è vero che la cooperativa abbia canoni arretrati con la Asl visto che questa, trattiene alla fonte, mensilmente 21.000 euro dalle somme spettanti alla Fenice per i servizi erogati; Somme sempre trattenute per intero, nonostante il numero degli ospiti si sia ridotto e la cooperativa abbia sempre garantito l'occupazione di tutti gli addetti. Si sono raggiunti picchi minimi di pazienti inviati dalla Asl, le cui rette non consentivano la copertura del canone di affitto trattenuto dall'ente. Questa situazione è alla base della crisi di liquidità e di sofferenza».
Secondo il presidente di Legacoop nord Sardegna La Fenice non ha un debito nei confronti dell’Asl di 400mila euro, perchè sarebbero state sostenute spese per manutenzioni che andrebbero detratte. «E' innegabile – prosegue Sechi – che i problemi delle imprese, che mensilmente debbono far fronte ad esborsi onerosi nei confronti dello stato e degli enti previdenziali, creano sofferenze e ritardi, ma riteniamo che la soluzione non risieda nel pretendere indebitamenti con il sistema bancario, ma in un coinvolgimento di Regione e Asl che debbono farsi carico delle proprie responsabilità senza scaricare sull'anello più debole del sistema assistenziale inefficienze ed esosi costi gestionali». Per questo, Sechi ricorda che «la struttura nella quale è stata ricavata la Rsa è di proprietà dell'Inail, locata alla ASL e sub locata da questa alla cooperativa. Si tratta di un servizio essenziale per la comunità e per gli anziani, che non possono più trovare la necessaria assistenza nel loro domicilio. Strutture come le Rsa debbono essere maggiormente sostenute perchè meno onerose dei posti letto ospedalieri e più adatte a quella tipologia di assistenza. Seppure legittimo, lo sciopero non risolve un problema che va al di là della Fenice, che lotta da tempo per mantenere nella città di Olbia un servizio essenziale, che nel 2015 potrebbe essere completamente smantellato e, nella migliore delle ipotesi ricollocato in altro comune».
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