Maltratta moglie e figli: denunciato
La donna si è rivolta alla magistratura perché teme per la sua vita. Per otto anni ha subito violenze fisiche e psichiche
ARZACHENA. Ha subito a lungo le violenze, fisiche e psicologiche, del marito. Dopo otto anni una donna di 50 anni ha deciso di denunciare l’uomo alla Procura. Il legale della signora, residente in un paese della Gallura, ha sporto denuncia. L’avvocato Egidio Caredda chiede che la magistratura persegua l’uomo per i reati di violenza privata, maltrattamenti in famiglia e truffa.
La triste storia di Anna (nome di fantasia) nasce nel 2006, quando conosce quello che diventerà il futuro marito. Per lei dopo qualche mese è già amore. Ma il sentimento di Anna viene solo apparentemente ricambiato. Il compagno comincia a sfruttare quel sentimento per chiedere soldi. «Allora non me ne accorgevo – si legge nella denuncia della donna –. Ma già da allora mio marito aveva cominciato a chiedermi dei soldi. Prima sostenendo di aver perso il lavoro, poi perché voleva concludere il percorso di studi universitari». La donna, innamorata, accoglie ogni richiesta del compagno. Prima 5mila euro, poi 3mila500, anche 10mila euro alla settimana. «Le sue richieste di denaro diventavano sempre più frequenti con il passare del tempo – aggiunge la donna –. Mio marito era riuscito a prendere l’intero controllo della mia vita, disponendo delle mie finanze sino all’esautoramento. A causa del suo atteggiamento violento e minaccioso restavo ostaggio delle sue decisioni alle quali non osavo oppormi. Riusciva a privarmi di tutti i miei risparmi, diveniva sempre più violento, con continue vessazioni, non solo verbali, ma anche fisiche». La donna vive in un incubo da cui non riesce a uscire. È costretta a cambiare continuamente casa, a umiliarsi nel chiedere agli amici denaro per poi darli al marito. L’uomo le porta via i documenti di identità, il bancomat. Arriva il matrimonio, l’ennesimo trasloco, in case fatiscenti, in periferia, senza luce, senza gas. Anna non ha la forza di reagire, ha paura del marito, teme per l’incolumità dei figli. Solo dopo otto anni, aiutata da un’amica, riesce a fuggire dalla Sardegna. Ma il marito non accetta questa decisione. Perseguita la donna al telefono, manda sms ai figli. La paura piano piano si trasforma in coraggio. Anna decide di spezzare quel rapporto malato, fatto di umiliazioni, ricatti, minacce. Il contrario dell’amore. E attraverso l’avvocato Caredda chiede alla magistratura di proteggere lei e la sua famiglia. (se.lu.)
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