Una edizione in tono minore: troppi i siti rimasti chiusi
OLBIA. Lo Scolastico è sempre la grande calamita. Ma non scherzano neanche la chiesa di San Paolo e l’antico foro romano, nonostante sia ben poco visibile. Nella classifica dei siti più visitati di...
OLBIA. Lo Scolastico è sempre la grande calamita. Ma non scherzano neanche la chiesa di San Paolo e l’antico foro romano, nonostante sia ben poco visibile. Nella classifica dei siti più visitati di «Monumenti aperti» al primo posto si posiziona anche stavolta la storica scuola olbiese, adesso nuova sede comunale, con 477 visitatori in due giorni. A seguire San Paolo, con 402 visite, e il sito che comprende foro, porto antico e municipio, con 354. La quinta edizione di «Monumenti aperti», organizzata dall’associazione ArcheOlbia, conclusasi con un totale di 3mila visite, è andata in scena sabato e domenica. Stavolta, però, la manifestazione culturale e apparsa un po’ sottotono. Colpa del tempo e dall’esclusione forzata di alcuni monumenti. «Sabato il maltempo ha tenuto lontano molti visitatori. Domenica, invece, la giornata era bella e così in tanti hanno scelto di andare magari al mare. Sicuramente la prossima edizione non la organizzeremo a giugno – commenta Durdica Bacciu, la presidente di ArcheOlbia -. In più stavolta, a causa della strada che è stata danneggiata dall’alluvione, non abbiamo potuto aprire il castello di Pedres, le tombe dei giganti e la fattoria romana. Sono tre siti difficili da raggiungere, soprattutto dai turisti».
Nonostante la bassa affluenza, comunque, gli organizzatori sono soddisfatti per aver coinvolto anche stavolta tanti studenti di superiori e medie, oltre 150, che hanno vestito i panni di guide turistiche. «Penso che sia sempre importante lavorare per far conoscere la storia della città. Molti ragazzi, poi, hanno cominciato a partecipare alla manifestazione in prima superiore e adesso sono a un passo dal diploma. Si è creato un forte legame» aggiunge Durdica Bacciu. Durante «Monumenti aperti», comunque, non sono stati aperti al pubblico soltanto i siti, quest’anno 16. Ma sono stati organizzati anche tanti eventi collaterali. L’escursione al nuraghe Riu Mulinu, a cura del gruppo «Nonsolotrekking», ha per esempio coinvolto una cinquantina di persone. Molto bene anche il laboratorio per bambini «Ritorno ai giochi di una volta, dalla pampana all’iPad».
La due giorni dedicata a storia e cultura si è conclusa domenica sera nella splendida cornice di piazza Santa Croce, all’ombra della chiesa di San Paolo, con l’esibizione del gruppo folk olbiese davanti a decine di persone, poi tutte coinvolte in un divertente ballo sul lastricato di granito. (d.b.)
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