Il Distretto dei sindaci dice sì al nuovo ospedale
Specialità d’eccellenza nella struttura di Qatar Foundation e Bambin Gesù «Opportunità che il mondo ci invidia. Nessun conflitto con il servizio pubblico»
OLBIA. Il Distretto sanitario di Olbia accoglie con grande ottimismo il progetto per il “decollo” dell’ex San Raffaele. «Un’opportunità rivoluzionaria per il territorio e per l’intera Sardegna, che altri al mondo vorrebbero». Tra i pretendenti la Germania, che non ha nascosto interesse e disponibilità a fare proprio l’investimento che Qatar Foundation ha destinato all’Italia, in Gallura, nella città di Olbia, in accordo con lo Stato del Vaticano (per quanto riguarda il Bambin Gesù) e il Governo italiano.
«Si tratta di una rivoluzione che, come tutte le rivoluzioni, può creare reazioni, a volte anche scomposte, ma a noi non resta che stare uniti, vigilare, e non perdere questa formidabile occasione», ha detto il presidente del Distretto olbiese, Antonio Satta, sindaco di Padru. Certo, un investimento così importante non va lontano se s’impastoia nelle dinamiche campanilistiche. «Questa iniziativa supera le logiche di bottega», ha perciò sottolineato il primo cittadino di Olbia Gianni Giovannelli nella riunione (preenti tutti i dieciassette Comuni) convocata dal presidente Satta.
«La prospettiva che abbiamo di fronte, senza rinunciare alla qualità della sanità pubblica, è una vera occasione, per la Sardegna e per l'Italia», ha osservato Giovannelli ricordando la scansione dei tempi: se il 24 giugno il Qatar dovesse trovare il sostegno politico, il 25 aprirebbe il cantiere e il 15 marzo 2015 «sarebbe in grado di consegnare una struttura operativa e molto più bella di quella che ora abbiamo».
Positive anche le parole del direttore generale della Asl di Olbia, Giovanni Antonio Fadda, che sostiene la validità dell'intero progetto e ha riferito come «nel recente incontro con l'assessore regionale ho avuto delle rassicurazioni sulla continuità sanitaria di questo territorio, che, dal nostro punto di vista, per troppo tempo è stato svantaggiato rispetto ad altri».
«Non possiamo più vivere di occasioni mancate, anche per colpa nostra», ha detto il sindaco Antonio Satta, precisando che: È scontato, in questa occasione, chiedere delle garanzie per la sanità pubblica, ma con questa struttura siamo su un altro pianeta, che non entrerà in conflitto con l'assistenza pubblica». La struttura avrà del resto una veste pubblica che deriva dall regime di convenzione, e porterà a 530 circa (il dettaglio dei numeri è in discussione in queste ore) la disponibilità dei posti letto in Gallura (circa trecento attuali e altri 200 nell’ex San Raffaele, più circa 90 solventi, ossia quelli riservati all’assistenza in forma privata). Tutti i cittadini potranno accedere ai servizi del nuovo ospedale attraverso una gestione delle priorità di natura sanitaria assicurata dalla Asl. Aspetti sui quali i sindaci chiedono tuttavia di vigilare.
«Questa non è una normale operazione – ha detto Paolo Tecleme, medico pediatra e direttore del Servizio di Programmazione e controllo della Asl di Olbia –. Tra le intenzioni del Gruppo c'è quella di attivare un' area pediatrica, perché è la vocazione del Bambin Gesù. Si parla poi di alta specializzazione in campo cardiologico, neurologico, riabilitativo. Ci sono però dei dibattiti e tavoli tecnici ancora in corso». L’assessore regionale della Sanità è stato chiaro: ogni specialità deve essere coerente con la rete locale e regionale, e compatibile con le risorse e i posti letto regionali. La Asl di Olbia ha una carenza storica di servizi sanitari che ora potrà essere orientata al riequilibrio, attraverso buona parte delle risorse economiche e dei posti letto che deriveranno dal recupero della mobilità passiva e delle strutture e discipline comunque spettanti al territorio secondo la mappa della sanità regionale (l’ultimo Piano risale al 2008, giunta Soru).
I sindaci del Comitato di Distretto di Olbia hanno dichiarato di «sostenere pienamente l'iniziativa, purché si integri armoniosamente con la rete ospedaliera regionale, perché quel che ci preme è il diritto alla salute dei nostri compaesani». Che nulla toglie al resto, soprattutto al movimento di un ricco turismo sanitario da tutto il mondo. «Ma se ci impastoiamo nelle liturgie della politica siamo morti».
Il presidente del comitato di distretto di Olbia, Antonio Satta, ha annunciato ai sindaci che entro il 15 giugno è previsto un incontro del territorio con l'assessore regionale alla sanità Luigi Arru.(gpm)
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