E ora in carcere crescerà l’ulivo di Pietro
Lo hanno messo a dimora i compagni di classe del bambino ucciso. Toccante cerimonia nella casa circondariale di Nuchis
TEMPIO. Da ieri mattina, un albero d’ulivo, messo a dimora nella Casa di reclusione di Nuchis, “ricorderà per l’avvenire”, come ha detto monsignor Sebastiano Sanguinetti, vescovo di Tempio, Pietro Azzena, il dodicenne barbaramente assassinato in città, il 17 maggio sorso. La messa a dimora di un ulivo in ricordo di Pietro è scaturita, qualche giorno dopo il tragico fatto, da Vincenzo, un ospite della struttura nuchese che ieri mattina, nel corso di una cerimonia semplicissima ma toccante, con grande commozione, ha aiutato i compagni di Pietro della prima° A della scuola media Grazie Deledda, ammessi all’interno del carcere per l’occasione.
Occorre subito dire che l’evento di ieri (uno dei tanti che sempre più frequentemente vedono aprirsi le porte del carcere di Nuchis, per una serie di iniziative culturali, artistiche, ludiche, sociali ed anche benefiche a favore della comunità esterna alla struttura carceraria), è frutto di una sinergia che ha visto assieme nell’ordine: la direzione del carcere e la sua intera struttura, la sezione tempiese del Lions Club guidata da Guido Selis, la dirigenza dell’Istituto Comprensivo di Tempio, diretto da Pina Luciano, il Comune di Tempio e l’assessorato comunale all’urbanistica, ambiente e parchi. Ognuna di queste entità ha fatto sì che la richiesta di Vincenzo potesse avverarsi. La cerimonia, presenti anche l’Ente Foreste (che sta fornendo tutte le altre piante che andranno ad ornare le zone verdi all’interno del carcere), il corpo forestale e tre terze classi delle Scuole elementari di Tempio ha avuto inizio nel primo cortile del carcere dove Guido Selis, presente con tutto il suo direttivo, ha illustrato le finalità dell’Iniziativa. Subito dopo è stato consentito ai visitatori di accedere a un cortile ancora più interno. Qui i ragazzi hanno potuto incontrare e parlare con alcuni ospiti della struttura che hanno illustrato l’imponente lavoro attualmente in atto per la messa a dimora di centinaia di piante che, una volta cresciute, renderanno sicuramente meno triste l’aspetto di un posto che non può certamente apparire piacevole. L’ulivo di Pietro, dopo l’intervento del vescovo, il saluto di Vincenzo e i ringraziamenti di Guido Selis, invece, è stato piantato nel primo cortile di ingresso. A metterlo a dimora, in uno scavo già predisposto, sono stati gli stessi suoi compagni di classe che disdegnando gli attrezzi da lavoro, con le loro manine hanno rabboccato la terra.
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