La Nuova Sardegna

Olbia

Limbara inquinato, Obama citato in giudizio a Tempio

di Giampiero Cocco
Limbara inquinato, Obama citato in giudizio a Tempio

L'avvocato Michele Saba deciso a far pagare i lavori di disinquinamento al presidente degli Stati Uniti  per l'ex base Usaf dell'aeronatica militare americana che fu usata l'ultima volta nel 1991 e ora deve essere bonificata

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TEMPIO. In oltre mezzo secolo di attività professionale Michele “Lelle” Saba ha difeso tutto e tutti, dai sequestratori di persona agli assassini, passando per papponi, truffatori e principi di sangue reale. Ora il longevo e non più in forma avvocato scende in campo per difendere l’ambiente e la natura e scaglia i suoi strali, «da libero cittadino» contro Barack Obama, presidente pro tempore degli Stati Uniti d’America e quindi successore di chi, negli anni Sessanta volle realizzare sulla cima del monte Limbara una base di trasmissioni radio dell’Usaf, le forze aeree statunitensi.

L’avvocato ha citato in giudizio il presidente americano attraverso l’ambasciata Usa di Roma e i responsabili della Nato in quanto ritiene che l’area, demilitarizzata nel 2008 e restituita alla Regione Sarda, versi in condizioni pietose e di altissimo pericolo di inquinamento atmosferico e ambientale, e per le bonifiche occorreranno oltre 10 milioni di euro. Danaro che, secondo il ricorso che il legale ha presentato al tribunale di Tempio chiedendo un accertamento tecnico, non deve essere lo Stato Italiano, la regione Sarda e tantomeno il comune di Tempio a dover spendere per portare a termine la indispensabile bonifica integrale del sito.

L’avvocato cita in giudizio Barack Obama e i vertici della Nato e chiede al tribunale che disponga una «ispezione e la verifica e la perizia tecnica sullo stato dei luoghi occupati ed abusati per decenni dalla “base Nato” sul monte Limbara, sui pericoli che il suo stato di completo abbandono comporta, sul danno ambientale e sulla natura degli interventi urgenti e necessari nel sito». Da diverso tempo la Nuova Sardegna ha evidenziato che la ex base americana della montagna gallurese si trova da decenni in stato di completo abbandono e in balia dei ladri che hanno devastato ogni angolo di quella vecchia stazione radio ricetrasmittente terrestre.

Nulla si è però mosso, e l’iniziativa dell’avvocato Saba potrebbe essere una prima avvisaglia di quanto potrebbero fare gli enti locali, regionali e nazionali per mettere fine ad uno scempio ambientale che diventa, giorno dopo giorno, sempre più pericoloso. La base di trasmissioni radio dell’Usaf di Base Limbara era strategica per la rete di ponti radio disseminati in Europa, tra la Turchia, il centro Italia, la Spagna e la base militare di Halifax (Nuova scozia, Canada) ed entrò in funzione nel 1966, in piena guerra fredda tra i due blocchi. Gli ultimi ordini trasmessi via radio sono stati quelli inerenti l’attacco della prima guerra del Golfo, quando con l’operazione Desert Shield venne ripristinata la sovranità nell’emirato del Kuwait invaso dall’Iraq, nel 1991.

La base di trasmissioni Usaf venne presidiata da un battaglione corazzato della Brigata Sassari, che stazionò sul Monte Limbara per oltre sei mesi. Nel 1993 è stata dismessa e lasciata in “eredità” al Governo italiano che affidò il compito di sorveglianza armata all’Aeronautica militare.

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