La Nuova Sardegna

Olbia

I carabinieri a Roma: sentito Gabrielli

di Marco Bittau
I carabinieri a Roma: sentito Gabrielli

Gli investigatori inviati dalla procura di Tempio raccolgono la testimonianza del responsabile della Protezione civile

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OLBIA. C’è una nuova e brusca accelerata nell’inchiesta della procura di Tempio sull’alluvione del 18 novembre. In questi giorni i carabinieri del comando provinciale di Sassari sono a Roma per raccogliere la testimonianza del prefetto Franco Gabrielli. Il prefetto non risulta iscritto nel registro degli indagati e viene sentito solo come persona informata sui fatti. Per gli investigatori si tratta di approfondire le sue dichiarazioni rese nei giorni immediatamente successivi alla tragedia, evidentemente considerate molto interessanti dal procuratore Domenico Fiordalisi, titolare dell’inchiesta. Così la decisione di inviare a Roma un pool di carabinieri del nucleo operativo al comando del colonnello Antonio Fiorillo.

Carte alla mano, Gabrielli nelle ore dopo l’alluvione aveva difeso a spada tratta l’operato della protezione civile e aveva anche polemizzato duramente contro chi aveva denunciato ritardi e mancanze negli interventi: «Abbiamo un sistema codificato dal 2004 – erano state le sue parole –. Abbiamo dato l'allerta in modo efficace e in largo anticipo. Quello che è successo è l'effetto di una situazione eccezionale: in 24 ore in alcune zone è caduta la quantità di acqua che di solito cade in sei mesi sull'intero territorio nazionale».

Sempre il prefetto Gabrielli in un’intervista pubblicata sulla Nuova dopo l’alluvione, aveva espresso giudizi sull’operato degli amministratori locali e regionali. E aveva parlato anche dei piani di protezione civile, spesso inesistenti o inapplicati. «La Protezione civile e la Regione – erano state le sue parole – hanno fatto il loro dovere, comunicando tempestivamente le informazioni agli enti del territorio. Abbiamo inviato il comunicato alla Regione alle 14.12 di domenica 17 settembre, la direzione regionale della Protezione civile lo ha diramato ai Comuni alle 16.20: l'avviso segnalava elevato rischio idrogeologico per la giornata successiva. Alcuni sindaci hanno detto di avere ricevuto avvisi di elevata criticità, come quello di domenica 17, almeno altre 20 volte nel corso dell'anno. Ho verificato: l'unico precedente risale al 28 febbraio».

Franco Gabrielli si era soffermato anche sul caso di Olbia e sull’operato del sindaco, Gianni Giovannelli, di fronte all’emergenza. «Il sistema di prevenzione – aveva detto – funziona soltanto se dopo gli avvisi c'è una reazione. Alcuni sindaci si sono subito attivati, ma questo non significa che chi non ha ordinato alla popolazione di lasciare le case e non ha chiuso le scuole ha agito male. Le situazioni devono essere valutate caso per caso. Nei piccoli centri è più semplice stabilire un'evacuazione. In grandi città, come Olbia, è decisamente più complicato. Il sindaco Giovannelli ha attivato subito il protocollo previsto e ha avvisato la cittadinanza attraverso mass media e social network. È stato bravo e anche corretto, perché non si è mai nascosto e non ha mai scaricato colpe su altri. Non ha ordinato l'evacuazione perché, ripeto, nelle grandi città è difficile. A Olbia poi la situazione è stata complicata dalla conformazione del territorio, che presenta diverse criticità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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