L’Ugl: «Carcere, c’è carenza di organico»
Il sindacato di polizia penitenziaria elogia il lavoro della direzione, ma sottolinea la necessità di incrementare il personale
NUCHIS. Per il sindacato Ugl (Unione generale del lavoro), della Polizia penitenziaria, la casa di reclusione di Nuchis, (classificata finora di “alta sicurezza”), per la pericolosità sociale dei detenuti, deve essere considerato a tutti gli effetti un carcere di “massima sicurezza”.
Per tale motivo la struttura deve ricevere dall’amministrazione carceraria nazionale e regionale una conseguente attenzione soprattutto per quanto concerne la sicurezza del personale e degli stessi ospiti. A dirlo, a chiare lettere, sono stati ieri i sindacalisti Alessandro Cara, segretario regionale dell’Ugl della polizia penitenziaria, Libero Russo vice segretario regionale, il commissario Manuela Cojana, coordinatrice regionale del corpo di polizia penitenziaria e Gianfranco Falferi, segretario zonale dello stesso sindacato.
«Proprio per l’alta pericolosità sociale dei detenuti - sottolinea Alessandro Cara - è inderogabile che l’amministrazione penitenziaria si affretti a colmare i paurosi vuoti di organico tuttora esistenti». Il sindacalista si affretta a precisare che la carenza di organico non è dovuta certamente alla direzione locale del carcere per la quale spende invece, parole di elogio «per l’ottimo lavoro che sta svolgendo, a favore dei detenuti - dice - e di tutto il personale». Altrettante espressioni di encomio, i sindacalisti le esprimono nei confronti del comandante di reparto e dei componenti del corpo di polizia penitenziaria che operano a Nuchis.
«E’ grazie alla loro professionalità e alla loro abnegazione - dice ancora Alessandro Cara -, se nel carcere di Nuchis si vive, tutto sommato, in un clima sereno. Di questa serenità occorre dare atto anche ai detenuti per i quali è stata attivata, sempre dalla direzione, una intensa e importante attività intramuraria, graditissima dagli stessi e che li fa sentire parte integrante del territorio in cui vivono»
«Questo stato di cose però - aggiunge Libero Russo -, non deve illudere. E’ necessario che l’organico venga completato per fare in modo che gli addetti lavorino in serenità non oberati da carichi di lavoro eccessivi che li obbligano, in qualche caso, a ricoprire anche contemporaneamente posti di servizio diversi nello stesso ambito».
Sempre per quanto concerne l’organico, l’Ugl tiene a precisare infine che il sindacato non è contro le innovazioni, come ad esempio la “vigilanza dinamica” effettuata attraverso le telecamere e affidata ad un solo operatore.
«Ben vengano le novità - chiudono i sindacalisti - Purché le stesse non spersonalizzino il lavoro dell’operatore, cui è affidata anche la rieducazione e la riabilitazione del detenuto».
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