Frediani: «Rilanciamo la sanità pubblica»
Il problema dei servizi e dei posti letto: Tempio è prudente, mentre Calangianus guida il fronte del no
TEMPIO. Secondo l’opinione corrente, nella geografia della Asl il distretto sanitario di Tempio (ne fanno parte nove comuni: Aggius, Aglientu, Badesi, Bortigiadas, Calangianus, Luogosanto, Luras, Tempio e Trinità D’Agultu Vignola), rispetto al distretto di Olbia (17 comuni), si inserisce fuori tempo massimo e anche in ordine sparzo nel dibattito sulla istituzione dell’ospedale San Raffaele. A tranquillizzare i “cittadini-pazienti” non è bastata, ieri, la notizia, diffusa dal sindaco Romeo Frediani, presidente del distretto di Tempio, che ha annunciato di avere chiesto ed ottenuto, dal direttore generale dell’Asl di Olbia, Giovanni Antonio Fadda, un incontro a Olbia per discutere appunto dell’istituzione del nuovo ospedale ex San Raffaele.
L’iniziativa del sindaco ha fatto discutere: non preparata adeguatamente e senza il supporto dei singoli consigli comunali secondo alcuni, troppo tardi e già fuori tempo massimo secondo altri. Non è passato inosservato a Tempio, infatti, come il distretto di Olbia sia stato riunito anticipatamente rispetto alla visita effettuata qualche giorno al San Raffaele dallo sceicco Faisal Bin Thani Al Thani. Tempio, invece, si muove qualche giorno dopo. Altro elemento da non sottovalutare, l’ordine sparso in cui i sindaci dell’alta Gallura (già proiettati forse, verso un nuovo distretto che guarda all’Anglona e alla Bassa valle del Coghinas), si presenteranno all’incontro. A questo proposito, pesano le dichiarazioni anticipate dal sindaco di Calangianus Giomartino Loddo, da tempo paladino convinto di un distacco da Olbia «se si vuole salvare la sanità pubblica in alta Gallura», e schierato sul fronte del no al San Raffaele per salvaguardare l’equilibrio dei servizi sanitari. Romeo Frediani non commenta le affermazioni di Loddo e preferisce muoversi con prudenza lasciando trapelare il suo parere favorevole sull’istituzione del San Raffaele. «Opera di grande valenza – dice – che favorirà servizi d’eccellenza su tutto il territorio regionale. L’iniziativa però deve servire anche per rilanciare quel servizio pubblico per troppi anni penalizzato nella sua crescita, nell’inutile attesa che venissero concretizzate le programmazioni». Come dire, insomma, un colpo alla botte e uno al cerchio.
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